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Recensione del Michelin Wild AM

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Basterebbe dire Michelin e sarebbe già una garanzia: il marchio francese rappresenta per l'enduro uno dei massimi livelli di prestazione.   Abbiamo avuto modo di testare il Wild AM 2.60x27,5 -  ETRTO 66 584  seguendo il consiglio della casa madre montandolo all'anteriore.  La prima impressione è quella di un ottimo GRIP su tutte le tipologie di fondo, in particolare lo sdrucciolevole. La tassellatura è un ottimo compromesso tra aggressività ed aderenza: misura dei tasselli inferiore ai 10mm, forma rettangolare leggermente pronunciata e con intagli differenziati (a dire il vero un po' troppo superficiali) sia sui tasselli laterali che sul battistrada. Il disegno è un compromesso tra trazione e velocità con buono sviluppo dei tasselli di transizione. Quello che non si vede è il sistema di protezione interno particolarmente rinforzato con il sistema  trail shield , ovvero una tela di rinforzo con 4x60TPI come scudo contro le forature. Per ora possiamo dire che...

Ecco a cosa servono gli intagli sui tasselli

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Ve lo sarete sicuramente chiesti: a cosa servono gli intagli sui tasselli dele gomme MTB?  Alcuni pensano siano degli indicatori di usura, cosa vera solo in parte. Cercando in rete si trovano risposte anche più bizzarre, ma vediamo di fare chiarezza. Il principio su cui si basa questa soluzione è molto semplice: ed è la  deformabilità.   L'aderenza conferita dai tasselli dipende da come questi si adattano al terreno. Nelle discipline off road il grip è dato dalla penetrazione dei tasselli nel terreno: più questi riescono a "morderlo" e maggiore è l'aderenza. Su terreni compatti, duri e polverosi i tasselli hanno maggiori difficoltà ad aderire, pertanto l'intaglio costituisce uno stratagemma per aumentarne l'elasticità e quindi la capacità di aderenza. Vari tipi di intaglio Non tutti gli intagli sono uguali ma possono avere forme e orientamento diversificati. Il Minion DHR è un esempio di come diverse tipologie di inta...

Che cos'è l'ETRTO ?

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Qualcuno si sarà fatto questa domanda nell'analizzare le sempre più numerose sigle che accompagnano la scelta di una gomma MTB . Vediamo allora che cosa indica il valore ETRTO ma soprattutto che cos'è.       Questa impronunciabile sigla è l' acronimo di " European Tyre and Rim Technical Organisation"( Organizzazione Tecnica Europea del cerchio e della gomma ), si tratta di una organizzazione con sede a Bruxelles, aperta a tutte le case produttrici di pneumatici, e che opera nell'ambito dei paesi UE allo scopo di armonizzare le diverse forme di misurazione di cerchi, valvole e pneumatici.  La presenza di una certa discordanza nel campo delle misurazioni delle ruote era nota da tempo: a tutti sarà capitato di acquistare una gomma che si è rivelata più grande o più piccola di quanto le misure lasciassero intendere. Senza contare che talvolta riuscire a far combaciare le dimensioni del cerchio con quelle delle gomme è come fare un terno al lotto. Come se no...

Com'è nato il copertone da bicicletta ?

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Non ci sono dubbi che nella lunga e dibattuta storia della più grande invenzione dell' umanità, ovvero la ruota, la più significativa delle evoluzioni sia arrivato solo in anni a noi vicini. Parliamo dello pneumatico, un'intuizione che ha permesso all'uomo di strappare un successo nella millenaria lotta contro l'attrito. Se oggi possiamo inseguire sogni di libertà sulle nostre amate due ruote lo dobbiamo a chi ha inventato la ruota pneumatica. La paternità dell'invenzione è dubbia e concomitante con la scoperta di una nuova materia prima: la gomma.  Dobbiamo riportare le lancette della storia di due secoli indietro, in quell'epoca di grandi fermenti scientifici e tecnologici che è l'ottocento. E' un'epoca di grandi inventori e scienziati ma non sempre il genio è uno specialista del settore e così succede che ad inventare la prima ruota pneumatica sia un veterinario britannico il cui nome non suonerà nuovo: John Boyd Dunlop (Dreghorn, 5 febbraio 1840...

Tubeless o camera d’aria?

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La domanda è retorica ed anche un po' oziosa: davanti a questo bivio non esiste una direzione inconfutabilmente giusta, ma è utile conoscere pro e contro per una scelta consapevole.   Scegliere tra Camera d'aria e Tubeless non significa che un sistema escluda l'altro, nè tantomeno che il primo rappresenti il vecchio e l'altro il nuovo. Come per altri dilemmi da biker la scelta deve essere ponderata su fattori che sono anche soggettivi come la praticità nell'uso /manutenzione, e lo stile di guida. Vediamo un' analisi dettagliata dei pro e contro di entrambe le tipologie. Camera d'aria  Nella preistoria della bici la camera d'aria è l'invenzione che ha permesso di avere ruote pneumatiche: in altre parole hanno permesso di dire addio alle ruote di legno e gomma piena. Il cerchio che ospita la camera d'aria deve essere perfettamente foderato con l'apposito nastro gommato, in sostituzione di questo va benissi...

Maxxis Minion DHR II: a colpo sicuro sulla posteriore

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La vita di un biker è fatta di incertezze ma qualche punto fermo a cui appigliarsi si può sempre trovare. Uno di questi è indubbiamente la scelta di Maxxis DHR II al posteriore.  E' il complementare del DHF, e già per questo non avrebbe bisogno di presentazioni ma se proprio vogliamo metterli sotto lente allora dobbiamo ammettere che tra i due il più imprescindibile è sicuramente il DHR.  Mentre all'anteriore sono tanti i modelli opzionabili altrettanto validi, il DHR è sicuramente sul podio delle migliori posteriori di sempre.  Vediamo perché. Innanzitutto la mescola : che si tratti del 3C (ovvero triple compound ovvero tre tipi di mescola tra spalla, base e battistrada) studiato per terreni dallo scarso grip come rocce o fondo bagnato, o del più generico e durevole EXO con protezione laterale la qualità è indubbiamente migliore rispetto a quella del gemello, sia per l'usura che per le prestazioni in discesa. Altro punto di forza la tassellatura: uno dei mig...

Gomme MTB: l'importanza dei tasselli di transizione

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Quante volte sarà capitato di provare una nuova gomma e non trovare la giusta armonia nelle fasi più critiche della guida? A volte le gomme vanno capite, e il loro linguaggio è quello dei tasselli. La loro lettura non è sempre immediata e nemmeno univoca. Sono tanti gli aspetti che si potrebbero approfondire:  ne mettiamo sotto la lente uno in particolare: quello dei tasselli di transizione . Il disegno della gomma è composto da tre sezioni: centrale, laterale e, appunto, di transizione. La sezione centrale si occupa fondamentalmente di trazione in salita e di tenuta in frenata durante la discesa.  La sezione laterale è impiegata solo quando la bici lavora in piega, ovvero quando la guida diviene più aggressiva. Tra queste due si pone la sezione intermedia, dove entrano in gioco i tasselli di transizione . In genere questa sezione presenta tasselli di dimensioni ridotte o in alcuni casi è addirittura priva di essi. Il loro compito è quello di rendere progressivo...

Il super-grip delle Kenda Nevegal 2.50

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Chi fosse orientato sulla scelta di un Kenda Nevegal avrà riscontrato un fatto curioso: una moltitudine di commenti e recensioni completamente discordanti l'uno dall'altro. E' un fatto comprensibile se si considera che è stato prodotto in varie declinazioni dall' XC alla DH e con una notevole varietà di combinazioni tra tipo di mescola, larghezza della sezione e numero di TPI.  Noi naturalmente abbiamo scelto la versione più "grassa" ovvero un bel 2.50" ; che oltretutto ha anche una spalla così alta da trasformare di fatto la nostra 26" in una 27,5" La scelta della ruota è caduta, senza tentennamenti, su quella anteriore .    Lo abbiamo messo alla prova su terreni veramente impegnativi: rock garden sinuosi e con gradoni, discese di gravity estremo, senza farci mancare un po' di sano flow. Se c'è qualcosa che ci ha lasciato letteralmente sbalorditi è il superlativo grip sia del battistrada sia (ancor di più) in appoggio la...

Test gomme: High Roller Maxxis (anteriore)

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Una delle nostre missioni è quella di cercare i prodotti con il miglior rapporto qualità prezzo : da listino l' High Roller Maxxis ci è sembrato l'articolo giusto su cui puntare, e se il prezzo era di per sè buono, la qualità non ha certo deluso.                         Le recensioni sui vari Shop On Line ci avevano già illuminato la strada in questo senso, ed il test sul campo effettuato ai primi settembre sul durissimo terreno del Monte Grappa hanno dato sostanza alle impressioni tratte in rete. Vediamo una analisi più dettagliata di queste gomme.  Innanzitutto l'High Roller attuale è quello che nel 2011 venne presentato come High Roller II un modello divenuto all'avanguardia ed ancora oggi molto apprezzato dagli amanti delle discipline gravity. L'aspetto più apprezzato è la capacità di aderenza in ogni genere di condizioni dal più viscido fango al secco agostano. La scelta della ruota è ca...

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