Monte Bellino CN: un (quasi) tremila sulle cime della Val Maira
Alta quota non è necessariamente sinonimo di impresa estrema, lo dimostra questo itinerario che ha come vetta il Monte Bellino, un gigante della Valla Maira che sfiora il tetto dei tremila metri slm raggiungibile tutto in sella tranne gli ultimi 70 metri da fare a spinta.
Resta comunque un giro per biker molto ben allenati: salita lunga e dislivello ragguardevole, la discesa non richiede particolari abilità tecniche ma un ottimo controllo del mezzo su fondo smosso indubbiamente sì.
La natura e la storia sono le protagoniste di questo percorso: uno scenario di alta quota come questo non ha bisogno di presentazioni mentre merita di soffermarsi sulle sorprendenti testimonianze storiche che si incontrano proprio nel punto più lontano dalla civiltà. Dobbiamo fare un salto indietro nel tempo a metà degli anni trenta per capire il significato di quelle caserme e postazioni che appaiono sulle creste del Bellino. Sono il presidio militare con cui il Regno d'Italia controllova l'allora inquieta frontiera con i cugini d'oltralpe.

Partenza da Acceglio, ultimo baluardo di civiltà prima di entrare nella selvaggia valle scavata dal torrente Traversiera. Superata la poco distante Villaro inizia una lunga ascesa che ripercorre l'antica rotabile militare costruita negli anni trenta. Nonostante il terreno impervio e selvaggio la salita è graduale e gradevole su fondo inizialmente asfaltato poi ghiaiato.
Il panorama sulle Alpi Cozie è semplicemente indescrivibile: tante sono le forme e i colori che tinteggiano queste straordinarie formazioni a ridosso del confine francese. Alla natura brulla ed incontaminata delle alture, fanno da contraltare i verdi pascoli puntaggiati dalle bianche sagome dei bovini.
Monte Bellino è una delle numerose vette che si erigono intorno ed oltre il tetto dei tremila. La sommità appare quando ormai non restano che una manciata di tornanti e si affacciano i primi valichi. Prima di dare la scalata finale, meritano una visita gli apprestamenti militari che ancora oggi sembrano voler fare da sentinelle.
Come anticipato, gli ultimi 70 metri sono da affrontare a spinta: la Croce Occitana in ferro segna la fine delle nostre fatiche; e siamo a 2.937m di quota.
Inizia una lunga discesa che si può dividere in due ben distinti tratti. Il primo è un sentiero d'alta quota. Scende su un terreno particolarmente instabile e volteggia con numerosi tornanti. L'abilità principale è quella di saper galleggiare su questi sassi mobili e mantenere la traiettoria in curva: livello tecnico S2 S2+ ed un breve tratto S3 molto divertente su roccia fissa.
La seconda parte è una tortuosa mulattiera che diventa asfaltata all'altezza di Chiappera. Da qui si raggiunge rapidamente Villaro e ci godiamo un breve ma divertente single trail per tornare ad Acceglio.
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