lunedì 15 gennaio 2018

Bici Decathlon: assolutamente sì o assolutamente no?

Un tema controverso 

Raramente capita di trovare una discussione in tema di mountain bike animata da così tanto fervore: non è ben chiara l'origine di tanto accanimento, è però statisticamente garantito che nominare il marchio francese significa aprire un vaso di Pandora tra gli appassionati di ruote grasse. Difficile anche trovare sfumatura intermedia tra chi le aborrisce in quanto tali e chi invece paventa orgoglio nel girare con una RockRider.
Cosa ci spinge allora a lanciarci nell' ennesima reiterata diatriba? Innanzitutto perchè le abbiamo provate e pensiamo di poter ragionevolmente dire la nostra, e poi perchè le discussioni estremistiche non aiutano ad orientarsi.

Ottime Entry Level

Su una cosa siamo tutti d'accordo: anche i modelli della gamma più alta non sono ad alta prestazione. Questo però non si traduce in un modo sbagliato di andare in bici, anzi se c'è un merito che si può ascrivere al marchio francese è quello di avere creato la miglior categoria di Entry Level disponibile sul mercato.
I modelli più evoluti a marchio Decathlon sono piuttosto minimalisti in fatto di tecnologia, qualsiasi biker provetto storcerebbe il naso vedendo per esempio escursioni così ingenerose. Mettiamoci però nei panni di un principiante che non ha ancora la reattività e la sensibilità che occorrono per affrontare sentieri tecnici. Per questi appassionati la Rockrider è la miglior scuola guida, il motivo è presto spiegato: quando la bici non aiuta occorre compensare con la tecnica di guida. La dimostra anche il fatto che iniziare con una bici troppo evoluta non insegna ad andare in mtb.

Customerizzazione

Il prezzo è sempre stato uno dei punti di forza dell'azzurro brand. Viene però da chiedersi: che senso ha risparmiare se poi nel giro di qualche anno si vuole passare ad un modello più evoluto? In pratica ci stiamo ponendo il dubbio se e quanto valga la pena fare degli upgrade. Per rispondere a questa domanda bisogna valutare principalmente la componente telaistica e lo facciamo guardando con interesse la nuovissima AM 100 (evoluzione della vecchia serie 9.) e la risposta potrebbe essere un convinto SI. La versione originale monta una Manitou Minute da 140mm x con gambi da 32mm: insomma finalmente siamo arrivati ad un livello accettabile di forcella (consideriamo inoltre che è possibile effettuare un upgrade con una 160 senza sconvolgere le geometrie) 
Interessante il sistema antipompaggio NEUF, un vero elemento di originalità rispetto alle altre bici: il suo scopo è bloccare le oscillazioni del carro durante la salita (anti-bobbing). 



Sui freni si registra un netto miglioramento con gli ultimi modelli che adesso montano dei Tektro con anteriore da 180" e posteriore da 160" (scelta difficile da capire quest'ultima e che meriterebbe quindi un upgrade).
Il manubrio originale è un 72cm,ovvero 3 cm in più rispetto alle precedenti versioni, ottimo!.
Sulle ruote non conosciamo le prestazioni degli Switch Ride quindi non li giudichiamo. Sulle coperture consigliamo qualcosa di meglio degli originali Toro Hutchinson che con l' Enduno non hanno a che vedere.
In conclusione: al di là degli assolutismi la scelta di una Rockrider è semplicemente una opzione dignitosa per chi ha un budget limitato o vuole approcciarsi alle discipline evolute, e non vi toglierà il piacere di andare in MTB. Deve comunque essere vista nell' ottica di una bici entry level o come tale da evolvere e personalizzare.


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