Ritorno in Val di Cembra (TN) sui sentieri della Sgreben Zone
Ritornare nella stessa località senza rifare gli stessi sentieri è indice di una vasta offerta sentieristica per appassionati di ruote grasse. Così succede in Val di Cembra, poco sopra Trento e a ridosso dell'Altipiano di Pinè, in una giovane trail area conosciuta come Sgreben Zone. La locuzione è un ibrido anglo-trentino che signfica zona particolarmente scoscesa, dove il gravity ed un fondo prevalentemente flow la fanno da padrona.
Ecco dove siamo stati l'altra volta: Sevignano Val di Cembra
Si possono scegliere sentieri di varie difficoltà e, come precedente articolo, abbiamo scelto per voi i più impegnativi.
Prima di raccontarvi l'avventura è doveroso ringraziare i volontari che hanno realizzato un'opera che non è solo di divertimento ma anche di recupero di un territorio martoriato dalla tempesta Vaia.
Partenza da Lona, nei pressi dell'ampio parcheggio adiacente al cimitero. La salita è praticamente sempre la stessa ed è tutto in fuori strada con un breve tratto a spinta per le muscolari su un sentiero molto ripido. La destinazione è il "Mille Pini", struttura ricettiva con anche campo sportivo e area verde per relax e pic nic. Da qui si diramano tutti i trail fatti nella giornata. Partiamo con l'Apocalis Val de Nao, quello più spostato a destra. Il percorso inizia da una cima raggiungibile con poche pedalate ed avvolta da una verde chioma conifere sopravvissute alla tempesta.
La discesa è molto divertente e si può dividere in due sezioni: la prima decisamente flow, molto guidata e con un pizzico di gravity. L'asticella tecnica si alza notevolmente nella seconda tranche dove a farla da padrona sono radici, contropendenze ed un passaggio gravity S4 da cuore in gola.

Si risbuca sulla strada e si riprende l'uggiosa salita. Di nuovo al campo sportivo ma stavolta deviando a sinistra su una nuovissima forestale che porta a ridosso di un laghetto straripante di girini. Il trail da affrontare è il "Bella Vista": una discesa divertente, senza eccessi. Si potrebbe continuare sul "Bella Tosta" ma posticipiamo l'incontro aggiungedo la "Maledetta Sassina". Quindi di nuovo in salita, di nuovo la forestale col laghetto e stavolta in cima si gira a destra scendendo per un po' su una cementata. Sul primo tornante a destra inizia un sentiero dove galleggiare sui sassi. Man mano che si scende rispunta il flow ma il sentiero è molto selvaggio, scorre a filo di parete ed è anche un po' esposto sulla sinistra. Non mancano passaggi tecnici degni di nota su rock garden, radici e attraversamenti di tratti franosi.
Usciamo su una forestale e da qui bisognerà dare fondo per colmare gli ultimi 130 m di D+ che in alcuni tratti sono parecchio pendenti.
La fatica sarà abbondantemente ripagata dal trail più elettrizzante di questo "poker": la "Bella Tosta". Il nome ha un riscontro oggettivo in passaggi decisamente S3 o S3+ tra rock garden, ripidoni e tornanti stretti: una guida decisamente avvincente che riporta al parcheggio con il pieno di soddisfazione.
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