Itinerario tanto affascinante quanto selettivo dal punto di vista fisico e tecnico. Da Moena, nel cuore della Val di Fassa, questo percorso si sviluppa toccando due vette oltre i 2.500 e una discesa infinita per tornare a valle. Un tour epico nel cuore delle Dolomiti.
Natura incontaminata e primordiale che si unisce alla storia: questa zona fu teatro di sanguinosi scontri nei primi giorni di ostilità della Grande Guerra (17 - 18 giugno '15). Da Passo San Pellegrino le truppe italiane sferrarono un attacco per conquistare la postazione chiave di Cima Alochet ma furono respinti da un deciso contrattacco dell' Alpenkorps austriaco. Il filo spinato è ancora lì corroso dal tempo, e sembra segnare un confine che non è più quello di un territorio ma di un'epoca regnata da Marte. Così come testimonianze di un sanguinoso passato appaiono i crateri di bombe su bucoliche distese di prato alpino o al rifugio "Le Selle" quando scopriamo essere stato ex avamposto militare austroungarico.
Targa commemorativa a ricordo del sacrificio della Brigata Tevere
Ricordi della Grande Guerra in prossimità del Rifugio Selle (sotto)
Partenza da Moena e attraversamento del torrente Avisio per approdare sulla SS346 che attraversa la valle del Rio San Pellegrino. Lunga e dritta, ma con la comodità dell'asfalto e delle dolci pendenze che sarà presto rimpianta. Dopo 11km si devia a sinistra in corrispondenza dell'Hotel San Marco: inizia un calvario di asperità sottoforma di irte pendenze e fondo sconnesso.
Prima tappa lungo il Sentiero della Pace, ex mulattiera militare italiana, che in 5 km conduce a Rifugio Passo delle Selle. Da qui inizia una discesa intensa e neanche tanto breve. Passaggi su roccia e tornanti stretti scandiscono l'andatura, oltre a buona tecnica serve anche una dose di improvvisazione su un trail largo ma decisamente scassato.
L'approdo al Rifugio Talamelli segna la fine dell'euforia discesistica e la ripresa di una nuova e più dura marcia che ha come meta la Forcella Costela, o meglio il sentiero 616 che inizia poco più su.
L'ascesa prevede tratti di portage e bici a spinta; il passaggio davanti al Rifugio Vallaccia è l'unico sollievo di questo tratto.
Forcella Costela è come l'apice di un imbuto da quale dobbiamo per forza uscire per scendere nuovamente a valle, ma dalla Forcella serve un ultimo colpo di reni per salire altri 40m D+ e imboccare il favoloso 616 che porterà fino a Soraga e da qui Moena.
La discesa sembra un attraversamento di mondi: da quello scabro e roccioso dell'altura dominata dalle formazioni dolomitiche, alla frizzante vitalità del bosco temperata da ruscelli e chiome secolari.
La parte alta è senza dubbio più tecnica con una guida "surfistica" su un mare di roccia smossa. Decisamente più flow la parte finale con tornantini da fare in scioltezza.
Dal lago di Soragna a Moena si può tornare più rapidamente per strada normale oppure su ciclabile (più lunga e con una risalita).
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