Corna di Sonclino (BS) e Sant' Emiliano: doppio enduro sulle prealpi bresciane
Le prealpi bresciane si confermano ancora una volta terreno prediletto per chi non abbandona l'enduro nei mesi freddi. Quello alle Corna di Sonclino è per noi un ritorno: stessa salita con una variante in discesa all'altezza del bivio con la Val Vandeno descritta in ➡ questo percorso.
Siamo nel cuore della Val Trompia, non lontano dalla città della leonessa, in una poderosa realtà industriale fatta di acciaierie e fabbriche di armi. C'è un sottofondo storico che costituisce l'anima stessa del sentiero: un feroce scontro tra partigiani della formazione Garibaldi verso una compagine mista di soldati tedeschi ed elementi della Decima Mas. Un tributo di sangue tanto eroico quanto assurdo in quanto avvenuto a meno di una settimana dalla fine della guerra.
Partenza in zona Esselunga tra Cogozzo e Sarezzo. L'inizio non è dei migliori su una strada trafficata che scorre a fianco di colossi ferrosi che sputano vapori. La sofferenza è breve e sembra scritta nel nome stesso della località: Termine, appunto.
Da qui inizia un altro tipo di sofferenza ma più congeniale alla nostra attività. Le pendenze si fanno subito inclementi fin dalle prime pedalate che portano ad inanellare gli abitati di Gazzolo e Pieve. Quest'ultima costituisce un'uscita dalla porta della civiltà e l'ingresso nella natura originaria delle valli dove solo cinghiali e boscaioli si addentrano.
Una spirale lunga quasi 10 km, quasi interamente su asfalto, è la strada per raggiungere l'ambita meta delle Corna di Sonclino. Una fatica ripagata dagli orizzonti sterminati che vanno dal Lago di Garda alle Alpi Piemontesi. Il tratto sterrato a Campo di Gallo è dedicato ai partigiani caduti con tanto di chiesetta e memoriale.
Con la croce alle spalle l'animo è tutto concentrato verso la discesa che si rivelerà lunga, eterogenea ed imprevedibile. Da mettere in conto però una risalita piuttosto uggiosa (10 min. a spinta il resto pedalabile in ebike; in tutto non più di 20 min) per raggiungere il santuario di Sant'Emiliano di Sarezzo (originario del XII secolo) che spezza di fatto in due la discesa stessa. La prima parte ha i caratteri della discesa d'alta quota con distese di prati, passaggi rocciosi e vorticosi a tratti molto impegnativi: livello S2+ S3 ed un paio di S4 da affrontare previa valutazione del terreno.
Da Sant'Emiliano inizia la sagra del tornante: molto divertenti, variegati ed affrontabili in conduzione in nose press o vecchio stile. Per gli amanti del "rock" non mancano passaggi su placche rocciose e rock garden da leccarsi i baffi. Livello S3 S3+
Si sbuca a ridosso del Torrente Redocla con le sue piccole cascatelle e qualche casetta in legno utilizzata per feste locali. Non resta che completare il ritorno alla civiltà con qualche metro di discesa su asfalto ed intersecando le vie di Sarezzo.
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