lunedì 6 agosto 2018

App. Modenese: dal lago Scaffaiolo al borgo fantasma di Caselle

Uno degli itinerari più suggestivi tra la vasta offerta dall' Alto Appennino Modenese: a renderlo particolarmente intrigante è la combinazione di emergenze naturali di spicco come i laghi d'alta quota dello Scaffaiolo e del Pratignano con un passaggio decisamente affascinante tra le rovine del borgo perduto di Caselle.






Andiamo con ordine: si parte dalla località Due Ponti poco sotto Fanano e si inizia la classica salita su asfalto che conduce alla frazione di Ospitale (foto) prima e a Capanna Tassoni poi (il tutto in circa una decina di km).




Da qui in avanti il nastro catramato lascia il posto all' antica strada lastricata in pietra utilizzata dai pellegrini che si inoltravano alla volta di Roma (strada Romea-Nonantolana). Il fondo è ottimo, non tanto sconnesso e con buon grip. Anche lo scenario cambia: si passa dai pascoli alle abetaie (una piantumazione avvenuta negli anni del boom turistico per conferire atmosfere "trentine") e d' un colpo alle lussureggianti mirtillaie che si estendono a perdita d'occhio dilagando sui fianchi delle cime. 
Si percorre il crinale che divide la Toscana dall' Emilia passando per Croce Arcana, una croce in ferro posizionata nell'anno santo 1933.




Sono ancora presenti i vecchi cippi del Granducato di Toscana (XVIII sec.).





Dopo 17 km di sentiero a tratti impervio ma estremamente panoramico si entra in contatto visivo con la sottile lama d'acqua vitrea del Lago Scaffaiolo, situato alla considerevole quota di 1770mt d'altitudine.




Da qui ci si lancia sul sentiero che fende le mirtillaie e scende brusco fino al Passo della Riva: da qui seguono passaggi in saliscendi impegnativi sia in un senso che nell'altro. L'invito è a non sottovalutare i brevi tratti di discesa dove spuntano insidiosi rock garden.
Al km 24 spuntano gli alti canneti che sono tutto quel che rimane del Lago Pratignano. Dopo aver attraversato tutta la sponda si devia a sinistra sul sentiero tabellato "Fontefredda" CAI-407





Il primo tratto di discesa non è che una blanda carrareccia infestata dalla vegetazione in ricrescita, ma ben presto inizierà un sentiero enduro da far faville. Alcuni passaggi su tornanti stretti richiedono grande abilità, in un paio è necessario essere pratici di noose press.

L'entrata nel paese fantasma avviene circa a metà sentiero ed è come entrare a contatto con una civiltà perduta. Il borgo contadino è stato abbandonato per intero: il troppo isolamento non gli ha permesso di sopravvivere ai ritmi moderni.







La discesa non molla fino alla fine in un misto incandescente di gravity ed enduro con qualche sporadico tratto flow. 






  

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