giovedì 2 novembre 2017

Altipiano in guerra: tra i forti di Lavarone in MTB

"Come sarà questo posto tra 100 anni ?" E' un interrogativo che immaginiamo sarà baluginato nella mente di qualche uomo in divisa che un secolo fa si è trovato nel carnaio della Grande Guerra sull' Altopiano di Lavarone. Forse sognavano un luogo di pace, dove poter vivere all'aria aperta o lavorare nei campi. A conti fatti, chi ha avuto il piacere di conoscere questa località potrà affermare che la distanza tra i sogni del passato e la realtà odierna non è nemmeno tanta. 
  




Niente più sangue, niente più bombe ma la scia di distruzione e morte lasciate dal conflitto è arrivata fino ai giorni nostri sotto forma di eredità storica. Non parliamo solo di muri sbrecciati o campi butterati dai crateri delle bombe, ma di un passato che in un certo modo continua a vivere negli utilizzi moderni: come nel caso dell' imponente rete stradale su cui, tra l'altro, si costituisce buona parte di questo itinerario. 




Questo giro intitolato "Altipiano in guerra" parte dal Lago di Lavarone, famoso per essere meta vacanziera prediletta  di Sigmund Freud. 
Con uno breve tratto nel bosco si arriva in prossimità di Forte Belvedere, oggi splendido museo, visitabile all'interno.


La gita "MTB in Trincea" settembre 2017

Si continua sempre su mulattiera militare cingendo il monte Tablat su cui sorge il Bike Park di Lavarone. Ne approfittiamo per fare un taglio tecnico ed arrivare su Bertoldi. 

Bike Park Lavarone

Da qui si parte alla scoperta del sentiero artistico "Respiro degli alberi" con sculture in legno. Se l'arte moderna non è di vostro gradimento, lo sarà sicuramente la stupefacente scenografia panoramica che dal Becco di Filadonna scende fino alle profondità della Valsugana (Laghi di Caldonazzo e Levico) e poi a perdita d'occhio sulle Dolomiti venete.  
Questo percorso si unisce con un giro a chiocciola ad un altro bellissimo tracciato detto "Sentiero delle Sorgenti" che si svolge nei fiabeschi meandri del bosco. 




Usciti da questo labirinto di alberi e rocce si prende la strada della 100 km dei Forti, l'obiettivo è il Comando Austroungarico di Virti. Si tratta di un edificio decisamente particolare: le mura sorrette da un arco vagamente romanico si stagliano a fianco delle pareti di un grembo di nuda roccia. Si tratta del Quartier Generale da cui gli alti ufficiali austriaci gestivano il complesso sistema fortificato (7 Forti più svariate strutture ausiliarie) nel corso dei combattimenti iniziati proprio in questo settore il 24 maggio del 1915. 

 Comando AU di Virti

Dopo aver conquistato questo importante avamposto convergiamo verso l'osservatorio austroungarico di Monte Rust, riconoscibile per la vistosa antenna biancorossa.
A dispetto della modesta elevatezza la strada che conduce alla cima nasconde una salita sorprendentemente arcigna. 

Osservatorio M. Rust

L'edificio è alquanto diroccato ma è ancora possibile apprezzarne le funzioni di osservatorio a 360° sull' Altopiano di Lavarone.
Si ritorna al Lago su un breve ma godereccio single track.  





https://drive.google.com/open?id=0B1_pCwlvAS6NTU1sV1Y5bTBGSm8






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