giovedì 15 giugno 2017

Le tre tipologie di pastiglie freni MTB

Davanti ad una triplice scelta di tipologie di pastiglie in tanti si chiederanno su quale tipo di materiale sia meglio puntare. 



Premesso che molto dipende dallo stile di guida inviduale, alla fine di questo articolo vi daremo un suggerimento. Per prima cosa cerchiamo di delineare le differenze prestazionali tra le tre tipologie di pastiglie freni MTB 

-Organiche 
-Semimetalliche 
-Sinterizzate  

In realtà la pastiglia freno MTB (o pasticca) è composta di due parti: la placca metallica di supporto, ed il ferodo (incollato alla placca) che agisce per attrito sul rotore (o disco). Quando parliamo di materiale è quindi appropriato farlo in relazione al ferodo.
Tuttavia non bisogna dimenticare l'importante ruolo che ricopre la placca nel dissipare il calore. Il modello più evoluto in questo senso è quello con le alette di raffreddamento che fungono da radiatori.



Modelli di pastiglie su Chain Reaction

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 Pastiglie organiche 


Sono composte da una pasta di resina e gomma dalla consistenza relativamente morbida. Hanno come principale vantaggio il fatto di andare subito in temperatura e lavorare bene dalle prime frenate. Scaldandosi si dilatano ed offrono una frenata modulare, senza strappi. Per contro non reggono le alte temperature e nel corso di frenate intense e durature rischiano di vetrificarsi, riducendo sensibilmente il potere frenante. In tal caso l'unico rimedio è attendere il raffreddamento e rimuovere la superficie vetrificata con qualche frenata decisa. Il prezzo è decisamente vantaggioso a listino ma l'usura è inversamente proporzionale. Ideale per XC, o un AllMountain tra amici.


Pastiglie semimetalliche

Sono composte da una mescola di metalli e minerali con proprietà diverse: rame, acciaio, grafite. Ognuno di questi componenti apporta una qualità come la resistenza all'usura o la refrattarietà al calore. Per certi aspetti sono un ottimo compromesso tra usura e duttilità. Indicate per All Mountain, Enduro.


Pastiglie sinterizzate

La materia prima non è dissimile da quella delle pastiglie organiche, vengono però sottoposte ad un trattamento termico che ne altera la struttura molecolare aumentandone la solidità. La resistenza all'usura è perciò fortemente implementata, così come la capacità di dissipare calore che era l'altro grande neo delle cugine organiche. Il rovescio della medaglia è, come intuibile, il fatto che lavorano male a freddo. Sono indicate per discipline gravity.




Il consiglio di Enduro Senza Fretta

I track stile Enduro/All Mountain sollecitano in misura molto maggiore l'uso del freno posteriore: è una questione di controllo della bici. Pertanto il consiglio è pastiglie in resina all' anteriore e semimetalliche sul freno posteriore. 


FAQ

Esiste una compatibilità tra disco e pastiglia?
Generalmente i dischi (rotori) si adattano ad ogni tipo di pastiglia indipendentemente dalla marca o dalla dimensione. Esistono però alcune tipologie di dischi Resin Pad Only che richiedono tassativamente l'impiego di pastiglie in resina.

Ho messo le pastiglie nuove ma frenano poco...
Appena uscite di fabbrica le pastiglie hanno una leggera patina scivolosa che solitamente si abrade dopo le prime importanti frenate. Altrettanto dicasi per il rotore: anche esso necessita di qualche frenata di rodaggio. Il consiglio è di non mettere MAI pastiglie e dischi nuovi insieme: il rischio di fare un dritto ci starebbe tutto.

Cosa sono le pastiglie compatibili?
Sono pastiglie non originali (generalemte non di marca) che però si adattano alla tipologia del vostro freno per disegno e dimensione. Di solito costano qualche euro in meno ma non è detto che la compatibilità sia al 100%.




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