mercoledì 31 maggio 2017

Val di Fassa: alla conquista dell' Antermoia

Tra le tante incantevoli escursioni in MTB sulle Dolomiti in Val di Fassa (Trentino) quella del Lago di Antermoia - Valle del Vajolet è indubbiamente tra quelle che meglio uniscono la bellezza panoramica al divertimento in discesa.


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Non v'è dubbio però che una simile soddisfazione richieda uno sforzo degno di una grande escursione dolomitica della durata di un giorno intero. Per conquistare un simile obiettivo servono buone spalle per caricare la bici su un lungo tratto di scalata rocciosa e buon polso in una discesa che è variegata ed insidiosa.


                           Pozza di Fassa Rifugio Gardeccia


Si parte in prossimità di Pozza di Fassa solcando il breve tratto di asfalto che attraversa la Val Monzon per poi lasciare il posto allo sterrato che si inerpica verso i più alti cucuzzoli delle dolomiti.

Il primo tratto è dominato dalle verdissime tinte dei pascoli che spaziano su ubertose colline. Raggiunto il Rifugio Gardeccia (Km 5,5) la morfologia montana inizia ad assumere un carattere più tipicamente dolomitico. Il quadro scenico è dominato da forme aguzze e svettanti con profili rozzi e taglienti. Non più lussereggianti pendii ma impervie pareti di roccia dove la vegetazione è molto rada e per questo ancor più affascinante.





Rifugio Vajolet e Catinaccio


Mentre si sale su quella polverosa carrareccia che è il CAI 584 le vette più alte si stringono ad imbuto sulla valle e costringono la strada ad un andamento serpeggiante ed uggioso. Le pendenze si fanno inclementi ed il fondo sabbioso non aiuta: iniziano i primi faticosi tratti a spinta a cui si possono solo alternare strappi con il rapportino. 


Rif Vajolet


Annaspando si raggiunge il Rif. Vajolet e la conquista di quota 2.200 va festeggiata con una rifocillante sosta prima di toccare il tetto dei 2.700 che pare ancora un miraggio.

Ora le principali formazioni rocciose come la Torre del Vajolet ed il Catinaccio dell' Antermoia appaiono più vicine, illusoriamente a portata di mano.

L'arrivo al Rifugio Principe segna un'altra importante tappa della scalata: guardando la mappa si ha l'ingannevole impressione che ormai il peggio sia alle spalle. Invece sulle spalle dovremo caricare la bici e compiere una via crucis lungo una parete verticale che non conosce pietà per quanti sono arrivati comprensibilmente stremati fin qui. 


Bici in spalla per valicare il Catinaccio


Lago di Antermoia - Discesa fino a valle


Superato questo tratto che è indubbiamente il più critico di tutto il percorso, inizia una lenta discesa con brevi tratti impraticabili alternati a risalite che portano finalmente a specchiarsi sulle paradisiache acque del lago di Antermoia.




Dopo una  sosta ristoratrice al Rifugio Antermoia si riparte per affrontare quello che è veramente l'ultimo significativo tratto in ascesa. A premiare le fatiche stavolta è la visuale apertissima su una serie infinita di vette dolomitiche che vanno dalla Marmolada allo Scilliar. Con questo sfondo da capogiro ci si addobba con caschi e protezioni alla volta della tanto agognata discesa che scorre lungo la Val Dona (siamo al km 14).



Superata una prima serie impegnativa di rock garden la strada si fa ampia e l'andatura decisamente più filante: attenzione al fondo spesso sassoso e smosso. I panorami tornano ben presto ad essere bucolici e profumati di prato. 






I primi 4 km di discesa non sono particolarmente tecnici ma appena si entra nella fascia del bosco, al termine di una risalita di poco conto, il tracciato assume un carattere più enduristico, con passaggi tecnici anche molto accentuati.
Quando i fusti arborei si diradano lasciando posto alla campagna, la discesa diventa un semplice stradone che ricongiunge a valle. Per completare il rientro basta seguire il raccordo ciclabile... che risulterà senza dubbio defaticante.    

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