martedì 22 novembre 2016

Orientarsi nel mondo delle GINOCCHIERE

Nel mondo della Mountain Bike sopravvive ancora il preconcetto secondo cui le ginocchiere sarebbero una sorta di optional, come se bastasse infilare il casco per lenire ogni preoccupazione. Come se in fin dei conti un' abrasione, una contusione od una microfrattura al ginocchio fossero complicazioni di secondo ordine. 




E' vero: gli incidenti con fratturazione della rotula sono molto rari, così come sono rare le fratture del cranio o i danni cerebrali. Sappiamo però che  il motivo per cui si indossano casco e protezioni è quello di prevenire ogni forma di contusione o danno: dalla ferita superficiale alla frattura, dal livido alla lussazione.
Pertanto dopo aver messo il casco dedicate altri due minuti per indossare le ginocchiere e (ne parleremo in articolo) le gomitiere.




L' utilizzo di questa forma di protezione è molto semplice ed intuitiva. Avrete notato che esistono due tipi di ginocchiera: quella "corta" che avvolge solo la rotula, e quella "lunga" che protegge anche gli stinchi (chiamata appunto ginocchiera parastinchi). Per mia esperienza personale consiglio vivamente di optare per quest'ultima: nel periodo in cui ho utilizzato quella corta ho sempre riportato lividi, graffi ed escoriazioni nella parte non protetta. Non di rado infatti, quando si percorrono sentieri sassosi, la ruota anteriore solleva sassi che immancabilmente finiscono con il colpire lo stinco provocando lacrimanti dolori.




Chi opta per le ginocchiere corte solitamente lo fa in nome di una maggior praticità: possono essere abbassate per consentire la pedalata, mentre le lunghe in genere devono essere sfilate. Ma a parte il fatto che molte ginocchiere col parastinco se allentate permettono comunque di pedalare: vale la pena risparmiare qualche minuto a scapito delle nostre gambe?











 

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