sabato 5 dicembre 2015

La sicurezza in MTB

Proteggere il proprio corpo in qualsiasi tipo di attività all’aperto dovrebbe essere un istinto naturale. Sembra talvolta che Madre Natura non sia stata stata particolarmente generosa nel dispensare questo istinto tra i biker. Capita di vedere esemplari di questa categoria che si danno il burrocacao per le labbra, la crema viso antiscottature ma non si preoccupano dell’ incolumità di gomiti, ginocchia, occhi, mani ed in casi estremi anche della scatola cranica.



Questione di mentalità

Alla base di tutto questo c’è una certa inconsapevolezza individuale, ma anche una lacuna nella cultura della sicurezza che raggiunge livelli di stupidità mai visti quando si ritiene che avere le protezioni significa essere  degli spericolati, per non dire “poveri disgraziati” che cercano di attirarre le attenzioni dell’ altro sesso con sgargianti colori.


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Non ci sono scuse per non proteggersi

Le scuse accampate da chi non indossa le protezioni individuali come gomitiere e ginocchiere rasentano la comicità. Il pretesto più comune è quello che basta andare piano e stare attenti a non cadere, come se uno potesse programmare le cadute nelle ore desiderate. Altri sostengono che le protezioni tengono caldo e danno fastidio, come se un’abrasione, o un ginocchio rotto fossero il male minore. E’ vero le protezioni possono dare fastidio le prime volte perché ma è solo un fatto di abitudine.


Non solo casco, e comunque meglio integrale

Cerchiamo infine di sotterrare un oscuro pregiudizio anche sul casco: dando per scontato che non si può andare senza, c’è un passo ulteriore che si può fare ed è quello del casco integrale o con mentoniera rimovibile. Le prime volte vi sentirete strani e vi sembrerà che anche la gente vi guardi strano: ma come prezzo da pagare non è granchè, specie se paragonato al costo degli impianti dentari.



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