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Monte San Primo (CO): MTB sul balcone del Lago di Como

Prima di affrontare questo itinerario assicuratevi che il cielo regali una giornata limpida e splendente, altrimenti si rischia di non godere del più spettacolare angolo panoramico del Lago di Como. L'essenza di Monte di San Primo risiede proprio nella sua posizione di cuspide tra i due rami del manzoniano lago. 

Non è una delle nostre migliori copertine, lo sappiamo. Purtroppo abbiamo avuto il meteo contro.


Anche se dovesse andare male dal punto di vista visivo, ci si può sempre consolare, come nel mio caso, con una discesa nel complesso varia e divertente livello S2 S3. Il percorso è fisicamente molto impegnativo e consigliato a muscolari allenati o ebike in ragione del notevole dislivello e delle tormentate risalite.


Passaggio per il pittoresco centro di Rezzago costruito con muratura in pietra


Partenza poco sopra Asso, nel cuore delle prealpi comasche. Salendo da Ca' Nova evitiamo il tratto di Sp 41 e ci immettiamo sulla Sp 44 sulla quale attraversiamo Rezzago prima e Caglio poi. Da qui in poi abbandoniamo l'asfalto per una salita su forestale tutto sommato agevole, dapprima lastricata e poi su uno sterrato immerso nel profondo bosco. Prima tappa è il quadrivio di Colmo di Caglio, e da qui si prosegue sulla comoda ghiaia della strada "dorsale lariana". Dopo aver incrociato l'osservatorio astronomico si riprende la dorsale che prosegue a sinistra della strada. Da qui in avanti sarà una lunga e tortuosa ascesa fino alla croce che corona la cima di Monte San Primo. Da mettere in conto un breve tratto a spinta per colmare gli ultimi 50m di dislivello: non tanto per le pendenze quanto per il fondo particolarmente smosso. 





Gustato lo spettacolo scendiamo cercando di evitare il più possibile di rifare la medesima strada anche a costo di qualche poco gradita risalita. Fino alla Bocchetta di Terrabiotta il sentiero non è particolarmente tecnico, livello S2 con un passaggio S3. Voltiamo  tutto a sinistra seguendo il sentiero 406 Alpe del Borgo: l'asticella si alza su livello S2+ quasi S3 ma costante e tutto sommato divertente.


 

Il bello arriva dopo aver superato un tratto in falsopiano e girando tutto sulla destra. Il sentiero scorre veloce tra sassi affioranti, radici e traiettorie strette (S3): fatto in velocità risulta davvero godurioso.

Segue un intervallo su strada comunale che ricongiunge al resto del sentiero. Anche questo risulterà entusiasmente nonostante un inizio sotto tono. Il livello medio è su S2+ ma presenta un passaggio quasi S4 e segmenti di S3. 

Si sbuca nel borgo rurale di Gravedona, ma, seppure al prezzo di una risalita, il divertimento non è finito. Ultimo colpo di reni per scalare i 300 m di D+ che separano dalla cima di Monte Dalco (sotto le cui pendici sorge il fiume Lambro) e ci saremo meritati una divertentissima discesa tutta S3 con la Croce di Monte Dalco da mettere in cartolina. 


La discesa sarebbe perfetta se non avesse il difetto di essere breve e costringesse a terminare gli ultimi 200m di D- su asfalto.


  
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