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Monte Rite (BL): nel cuore delle Dolomiti Bellunesi

Dal discusso Museo delle Nuvole nato dalla fantasia di Reihold Messner fino alla vallata del Rio Maè (ultima propaggine del Parco delle Dolomiti Bellunesi), in un crescendo di panorami mozzafiato tra le montagne più straordinarie del nostro paese. 



Siamo sul Monte Rite, itinerario non particolarmente tecnico ma comunque divertente, panoramicamente estasiante e ricco di storia. 

Partenza da Forno di Zoldo, pittoresca borgata sulle sponde del torrente il cui nome deriva dall'antica attività di lavorazione del ferro ed in particolare i chiodi. Lasciamo le tipiche case in pietra e legno per seguire la Sp 347 verso passo Cibiana che si raggiunge in 10 km di comodo asfalto e vista spettacolare sulle creste dolomitiche. 




Qui inizia la parte più irta e tortuosa del percorso: un lento zig zagare su una ex strada militare che conduce direttamente alla cima dove è alloggiato il Forte Rite, o quel che ne rimane dopo essere stato convertito a Museo delle Nuvole. Nell'ultimo tratto l'asfalto lascia il posto allo sterrato, si attraversa una galleria e si incontrano i resti perfettamente conservati di una ex caserma.



L'antica struttura militare italiana costruita nel 1911 fu risparmiata dal conflitto, convive con antenne e ripetitori, ma nulla ha potuto contro un discutibile restyling.



La discesa inizia proprio da qui: scendeno sul favoloso crinale a tratti abbastanza tecnico e ripido (S2 S3). All'incrocio si volta a destra su una forestale a cui si innesta il sentiero 478 e poi ancora a sinistra il 494. Niente di particolarmente impegnativo se non due gradoni a rischio cappottamento, diversi tratti esposti da fare con attenzione ed un livello S2 pressochè costante (NB: Trailforks la indica inspiegabilmente come rossa).

Si risale tornando al Passo Cibiana stavolta deviando subito a destra in direzione Deona, falsopiano su forestale e facile discesa per ricongiungersi ad un'altra forestale da affrontare in salita per quelli che saranno gli ulti 250m di ascesa. Ne varrà la pena perché qui inizia il vero divertimento ovvero il 489: un godurioso flow, estremamente fisico (S2 S3), guidatissimo con passaggi stretti, ed un pizzico di gravity. 





Non molla fino alla fine, ovvero quando si sbuca tra le prime case di Forno di Zoldo, dove i cucuzzoli dei "Monti Pallidi" che ci guardano di nuovo dall'alto.

 


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