Monte Summano (VI): dalla cima alla vecchia ferrovia
Provenendo dalla Pianura Padana il Monte Summano appare come il dorso di un cammello. Delle due gobbe è difficile distinguere ad occhio nudo la più elevata, ma un leggero bagliore argenteo ben percettibile nelle giornate soleggiate rivela la presenza dell'emblematica croce con il Cristo "metallico".
La cima del monte racchiude tutta la storia di questo rilievo, e bisogna dire che parte da molto lontano vista la presenza di reperti archeologici in bronzo recentemente venuti alla luce. Ancora più tangibili sono le eredità lasciate dalla Grande Guerra. Come racconta Tiziano Berto nel libro "La guerra di Giovanni" il Summano ospitò postazioni per cannoniere in grado di colpire i principali teatri del conflitto come Ortigara, Cengio e Pasubio. Ben visibili sono anche i resti di due postazioni della contraerea e tunnel per il deposito di munizioni che si avvistano lungo la strada.


Il percorso, dopo aver più volte tagliato il sentiero dei Girolimini (nome dell'ordine degli eremiti che a cui era affidato il santuario di Santa Maria del Summano, poco sotto la vetta), sbuca all'altezza della "Galleria Leda" sul dismesso tracciato ferroviario che collegava Piovene Rocchetta con Arsiero (costruita nel 1933 e soppressa nel 1977).
Partenza da Santorso nelle vicinanze della Villa Rinascimentale appartenuta alla famiglia imprenditoriale dei Rossi, fondatori della blasonata "Lanerossi".
Salita lunga e molto graduale lungo la Statale del Tretto. Dopo 9 km in cui la strada oscilla come attratta dalla cima del Monte Novegno si devia a destra all'altezza di Bosco di Tretto prendendo la direzione verso il Summano sulla strada del Colletto, raggiungendo l'omonimo passo a 880m di quota. A questo punto inizia il percorso in cresta: tanto affascinante panoramicamente quanto arduo in termini di pendenze. Sempre qui l'asfalto lascia il posto ad una forestale, ingannevolmente pianeggiante all'inizio, che scorre tra i ruderi del primo conflitto mondiale.
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Il tratto più duro è quello che porta alla conquista del punto più elevato con qualche breve momento di bici a spinta da mettere in conto prima di sostare ai piedi della croce.
La cima è una panoramica straordinaria che va dal Carega alle Pale di San Martino. Non serve aver studiato per riconoscerle: un pannello didattico supplisce alle carenze in geografia.
La parola passa alla discesa che si può dividere in tre parti. Il breve tratto che sbuca davanti alla chiesa: breve ma divertente con qualche bel passaggio su roccia.
La parte centrale, la più lunga, costituisce il vero trail enduro. Dal parcheggio della Chiesa degli alpini un single trail inizialmente tiepido inizia ad ingranare dopo i primi due tagli. Il trail si fa stretto, molto guidato con spettacolare alternanza di generi dal gravity al rock garden passando per un guidatissimo flow (livello S2 S3+).
Infine il tratto conclusivo: gli ultimi 300 m di dislivello che si sono rivelati un po' sottotono pur trattandosi di un sentiero ad uso e consumo di mtb. Parte in corrispondenza di un gruppo di case e scorre in single track nel bosco senza particolari difficoltà (S2 scarso). Si sbuca poco sotto la SP80 e con una deviazione si può imboccare la galleria della vecchia ferrovia Piovene Rocchetta-Arsiero trasformata in ciclabile.
Con qualche deviazione su strade secondarie si riesce ad evitare il rientro sulla trafficatissima strada provinciale.
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