Pizzo Meriggio (SO): lunga ed intensa discesa verso l'Adda
Dalla cresta del Pizzo Meriggio che domina Sondrio da sud, fino alle sponde dell'Adda: una lunga ed elettrizzante discesa che ripercorre virtualmente il ciclo delle acque da monte a valle.
La cornice è la Valtellina con le sue catene montuose che scorrono in parallelo: quella sul lato settentironale che separa dalla Svizzera, e la sponda delle Orobie valtellinesi a fare da contraltare meridionale.
L'itinerario è lungo e faticoso e non comprende l'arrivo in vetta: servirebbero altri 300 m di portage per raggiungere la croce, ma nelle giornate torride d'agosto non sempre si ha questa lena.
Partenza dalla periferia sud della città in prossimità degli impianti sportivi. Con l'avvenieristico ponte ciclabile si passa rapidamente sull'altra riva del fiume.
Si raggiunge presto Albosaggia e da qui un persistere di asfalto che inanella progressivamente una serie di borgate tra cui Sant'Antonio con la sua pittoresca chiesetta affacciata a valle.
Fin qui salita clemente, ma le pendenze si innalzano in certi tratti cementati che mettono le gambe a dura prova. In prossimità di San Salvatore, dopo 9km, possiamo dire addio all'asfalto e continuare su larga carrareccia che sale senza troppi strappi.
Al km 14, in prossimità di una baita si devia a sinistra su una strada con l'erba piuttosto alta ma perfettamente transitabile: incredibile quanto sia ancora fitto il bosco a queste quote così elevate (siamo già a 1.900 m slm ma pini e larici non demordono).
La scalata si infrange a quota 2.100 dove la mulattiera non può più inerpicarsi. Chi vuole può salire in cima seguendo il tracciato che scorre lineare alla cresta. Per chi segue la traccia la discesa inizia subito su un prato da seguire a vista fino ad arrivare al sentiero vero e proprio qualche metro dopo in pieno bosco. L'inizio è subito esigente in fatto di tecnica di guida: sassoso e con bei passaggi stretti. Segue una serie di tagli alla forestale anche questi piuttosto impegnativi.
Attenzione al km19: dopo un tratto di sterrato si arriva presso una piccola baita, il sentiero è occultato dal verde. Bisogna affidarsi ciecamente al navigatore e passare in mezzo ai campi rovistati dalle mucche.
Non siamo che ad un quarto di una discesa che è veramente lunga e mai banale con alternanza di passaggi S2 - S3 molto divertenti.
Superati i borghi di Maisi e San Bernardo si continua sul sentiero CAI diretto a Sondrio. Il livello tecnico resta medio-alto anche se la discesa alterna passaggi e raccordi tra le vie degli agglomerati.
Non molla fino a loc. Feruda dove ormai non resta che tornare alla civiltà seguendo la ciclabile dell'Adda.
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