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Arenzano (GE): sulla famigerata "X Rossa" del Passo Gava

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Itinerario breve ma decisamente impegnativo. Ambientato nell'arida ma spettacolare cornice del Parco del Beigua: riconosciuto come sito Unesco, noto per la sua ricchezza di specie ornitologiche e per la sua imponente rete sentieristica, eredità quest'ultima di un passato fatto di scambi commerciali tra il litorale e l'interno. 


Partenza da un parcheggio balneare ad una manciata di km da Arenzano che si raggiunge percorrendo la SS1 Aurelia fiancheggiando il mare.  Scorazzando tra le stradine del paese si raggiunge rapidamente l'altura su cui è adagiato il Santuario dei Bambini di Praga, esempio di chiesa di inizio novecento dal candora abbagliante e dall'architettura maestosa. 



Dopo questi primi 4 km si abbandona il tessuto urbano per entrare in territori che cadono progressivamente sotto il controllo della più selvaggia natura. Dal km 6 anche l'asfalto cede il passo ad uno sterrato ripido ma ancora pedalabile, almeno fino al Passo Gava. 


Per la cura dei sentieri un doveroso ringraziamento alla ASD Ponente Outdoor Bike Sport





Da qui in avanti la scalata verso lo spartiacque da cui parte la discesa prevede qualche tratto a spinta, non tanto per la pendenza ma per un poco accomodante fondo pietroso. 






Raggiunta la vetta di Monte Tardia inizia a turbinare la discesa. L'incipit della "X Rossa" rivela subito il suo carattere: per non travisare il significato dei colori è bene specificare che il grado di difficoltà della pista è "nera", ed i cartelli lo rammentano. In Liguria le nere sono nere sul serio: le linee di questo trail sono da affrontare solo per chi ha artigli da trial e di quello duro. Mantenere una certe freddezza nella guida, decisione nel seguire la traiettoria, polso e talloni ben piantati sono la soluzione per venirne fuori integri.

Nella seconda metà il livello tecnico continua ad essere alto ed il fondo scassato ma tutto sembra relativamente più facile guardando quello che ci si è messi alle spalle. Ma c'è spazio per un flow vero e proprio quando inizia la Deca8 che accompagna fino all'asfalto: un bel tratto lavorato con sponde naturali e contropendenze da brivido.

Il finale è quello tipicamente ligure tra vicoli di sperduti borghi collinari ed un cunicolo per oltrepassare la barriera di cemento dell' Autostrada.    


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