Corno d'Aquilio: dove la Lessinia si fa enduro
Sotto molti punti di vista questo itinerario offre delle particolarità uniche. E' l'ultimo grande massiccio roccioso della Lessinia occidentale prima di entrare in Trentino, anzi la discesa scorre proprio in quel limbo confinale oggetto della contesa tra la corona Savoia e quella degli Asburgo. A cent' anni di distanza, in questo territorio miracolosamente risparmiato dall'ondata di ferro e fuoco del primo conflitto mondiale, emergono ancora i segni consunti di quella divisione.
La strada stessa con cui dall'Adige si scala verso l'altopiano è un'eredità di quel passato: parliamo della strada Peri-Fosse, molto conosciuta tra i ciclisti scalatori.
Anche il capitolo natura-panorami è indescrivibilmente ricco, allora andiamo con ordine e vediamoli passo dopo passo in questo avvincente percorso.
Parcheggiando a Peri l'ascesa inizia all'estremità settentrionale di questa frazione, ultimo avamposto veronese prima del Trentino. Sono in tutto 9 i km di salita che conducono a Fosse. Subito dopo i primi tornanti appare sulla sponda opposta lo splendido Santuario della Madonna della Corona (XVI sec.) con la caratteristica costruzione incava nella parete rocciosa.
Da Fosse si continua in leggera e graduale salita seguendo le indicazioni per il Corno d'Aquilio, entrando direttamente nel Parco della Lessinia. Qualche tratto di sterrato si alterna all'asfalto ma continua ad essere quest'ultimo l'elemento dominante fino praticamente all' inizio della discesa.
I panorami la fanno da padrona: prima una splendida visuale sul Garda e su tutta la catena del Baldo, poi i verdissimi crinali con i pascoli di alta quota e infine i profili della val d'Adige che appaiono quanto mai vertiginosi.
Grotta del Ciabattino |
Si torna su sentiero: il tratto è largo ma veloce ed insidioso per i numerosi sassi smossi. Ricongiunti alla strada si sale brevemente per poco più di 1km: dopo aver riattraversato la frazione Tommasi deviando stavolta per il Passo di Rocca Pia.
La discesa è generalmente molto divertente ma anche piuttosto brutale in alcuni tratti e certi passaggi sono per soli marziani. Si alternano tratti fluidi e tratti trialistici con anche passaggi vertical da brivido. Presente anche una relativa esposizione ma non tale da risultare pericolosa. Finale intenso con un rock garden da scintille.
Sbucati a Ossenigo il ricongiungimento può avvenire tranquillamente sulla pista ciclabile affianca le acque dell'Adige.
Bel giro lo dovrò mettere in agenda per questa primavera grazie ....
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