Enduro dei 3 Confini: giro epico dal Lago Verde alla trincea anticarro
E' incredibile la quantità di emozioni regalate da questo itinerario! Straordinario in tutto: per il corollario di vette d'alta quota che lo circondano, per lo sconfinamento in due (quasi tre) territori nazionali, e per la favolosa ambientazione storico-naturalistica.
Siamo in Val Venosta: ultimo lembo di territorio italiano incuneato tra Svizzera e Tirolo austriaco. I bucolici pascoli prendono il posto dei famosi meleti vanto della produzione agricola locale.
Ma c'è un'altra fondamentale risorsa: nata per un pragmatico bisogno di approvvigionamento di energia idroelettrica è divenuta fonte di leggende e scrigno di perle storico-artistiche. Insomma la diga del Lago di Resia non è un semplice invaso: progettata nel periodo del ventennio e completata negli anni '50 venne in un primo momento osteggiata alla stregua di un'opera devastante per il territorio e la comunità. Con gli anni la percezione si è capovolta grazie all'idea di lasciare emergere il campanile della chiesa romanica di Santa Caterina che è divenuta una riuscitissima attrattiva unica.
Partendo da San Valentino si percorre tutta la ciclabile circumlacuale ricavata sull'antica via Claudia Augusta (6,6km), superato il campanile si prosegue sempre su ciclabile fino alla dismessa dogana italiana e da qui si percorrono altri 5 km nelle verdi valli austriache.
Al km 12, all'altezza della funivia, si volta a sinistra percorrendo un brevissimo tratto della Strada Statale in discesa per poi deviare su mulattiera a sinistra. Dapprima molto ripida diviene presto più abbordabile e anche più larga all'altezza della forestale che porta al Lago Verde (Gruensee). Lo si raggiunge con facilità e se ne possono ammirare le acque smeralde sulle quali fa capolino l'imponente massa della catena Grigioni.
La Svizzera è proprio lì a due passi ma scendiamo verso il Lago Nero (Schwarsee) su un trail condiviso pedoni-biker dove a dominare sono le radici che si estendono come un'immensa ragnatela per tutta la discesa; serve buona tecnica!
Al km 12, all'altezza della funivia, si volta a sinistra percorrendo un brevissimo tratto della Strada Statale in discesa per poi deviare su mulattiera a sinistra. Dapprima molto ripida diviene presto più abbordabile e anche più larga all'altezza della forestale che porta al Lago Verde (Gruensee). Lo si raggiunge con facilità e se ne possono ammirare le acque smeralde sulle quali fa capolino l'imponente massa della catena Grigioni.
La Svizzera è proprio lì a due passi ma scendiamo verso il Lago Nero (Schwarsee) su un trail condiviso pedoni-biker dove a dominare sono le radici che si estendono come un'immensa ragnatela per tutta la discesa; serve buona tecnica!
Le stagnanti acque del Lago Nero sono la spiegazione diretta del toponimo: tonalità decisamente cupe, vivacizzate però dai bianchi fiori di loto che generano sorprendenti contrasti.
Segue un tratto di ricongiungimento: il tempo di una breve risalita ed altrettanto repentina discesa per arrivare all'imbocco dei sentieri della 3lander enduro. Scegliamo il Gerry trail: si rivela un divertente flow ma sinceramente nulla di speciale (non vi preoccupate, il piatto forte arriverà alla fine).
Si sbuca a Nauders all'ombra del fantastico castello che troneggia sul centro abitato.
Da qui (km22) inizia una seconda e impegnativa salita su fondo sterrato che porta a superare il tetto dei 2100 m. in corrispondenza del ritrovato confine italiano. Dopo circa 6 km le pendenze si livellano fino a diventare un falsopiano ondulato dai saliscendi. Dopo aver superato un laghetto dalle acque azzurrissime giungiamo a Plan Morts (pian dei morti) dove la conformazione del terreno sembra aver effettivamente creato dei luoghi di sepoltura.
Ma la protagonista che stiamo cercando è un'altra: è la linea di sbarramento anticarro che con i suoi artigli ferrosi aveva il compito di difendere il Passo Resia da una ipotetica offensiva tedesca. L'opera fu completata tra il '38 ed il '39 con malcelato imbarazzo visto che sono gli stessi anni in cui Italia e Germania siglavano quegli accordi che avrebbero legato i destini dei due paesi sino all'epilogo del conflitto. Ma d'altronde il '38 è anche l'anno in cui Hitler annette l'Austria al III Reich ed il timore che il Fuehrer allungasse le mani anche sul Sud Tirolo era fondato.
Nacque così la linea difensiva del Vallo Alpino Littorio ribattezzata a livello popolare come “Linea non mi fido”. Che ci si fidasse o meno il vento della guerra non ha soffiato in quella direzione, ed oggi questa struttura è oggetto di culto per appassionati di storia.
Con la storia alle nostre spalle ci concentriamo ora sulla concitata discesa denominata Bunker Trail.
Dopo aver ammirato una favolosa panoramica sul Lago di Resia iniziamo a mordere il duro terreno che caratterizza questo sentiero. E' una linea continua di sassi ben ancorati nel terreno dove spuntano anche rock garden molto avvincenti. L'importante è lasciar scorrere la bici senza indecisioni e seguendo la traiettoria che risulta tutto sommato di facile individuazione.
Ritorno sulla ciclabile del Lago di Resia invertendo la direzione dell'andata e salutando il campanile con il tramonto sullo sfondo.
Da qui (km22) inizia una seconda e impegnativa salita su fondo sterrato che porta a superare il tetto dei 2100 m. in corrispondenza del ritrovato confine italiano. Dopo circa 6 km le pendenze si livellano fino a diventare un falsopiano ondulato dai saliscendi. Dopo aver superato un laghetto dalle acque azzurrissime giungiamo a Plan Morts (pian dei morti) dove la conformazione del terreno sembra aver effettivamente creato dei luoghi di sepoltura.
Ma la protagonista che stiamo cercando è un'altra: è la linea di sbarramento anticarro che con i suoi artigli ferrosi aveva il compito di difendere il Passo Resia da una ipotetica offensiva tedesca. L'opera fu completata tra il '38 ed il '39 con malcelato imbarazzo visto che sono gli stessi anni in cui Italia e Germania siglavano quegli accordi che avrebbero legato i destini dei due paesi sino all'epilogo del conflitto. Ma d'altronde il '38 è anche l'anno in cui Hitler annette l'Austria al III Reich ed il timore che il Fuehrer allungasse le mani anche sul Sud Tirolo era fondato.
Nacque così la linea difensiva del Vallo Alpino Littorio ribattezzata a livello popolare come “Linea non mi fido”. Che ci si fidasse o meno il vento della guerra non ha soffiato in quella direzione, ed oggi questa struttura è oggetto di culto per appassionati di storia.
Con la storia alle nostre spalle ci concentriamo ora sulla concitata discesa denominata Bunker Trail.
Drei Laender Enduro - Bunker Trail |
Dopo aver ammirato una favolosa panoramica sul Lago di Resia iniziamo a mordere il duro terreno che caratterizza questo sentiero. E' una linea continua di sassi ben ancorati nel terreno dove spuntano anche rock garden molto avvincenti. L'importante è lasciar scorrere la bici senza indecisioni e seguendo la traiettoria che risulta tutto sommato di facile individuazione.
Ritorno sulla ciclabile del Lago di Resia invertendo la direzione dell'andata e salutando il campanile con il tramonto sullo sfondo.
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É possibile avere la traccia gpx?
RispondiEliminaLa puoi scaricare da AllTrails cliccando sulla mappa e facendo download da PC
EliminaÈ possibile avere la traccia gpx?
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