giovedì 7 settembre 2017

Discese Enduro: come ottimizzare le energie ?




Chi decide di dedicarsi alle discese enduro o comunque restando nell’ ambito delle discese tecniche di MTB si sarà dovuto porre questo interrogativo. Il motivo è semplice: a differenza delle normali discese dove tutti i santi aiutano in questo tipo di discese bisogna lottare con tutte le forze contro i demoni della stanchezza e della paura.

Quante volte a fine giro vi sarà capitato di esclamare “è stata più faticosa la discesa della salita!” ? Pertanto è senza dubbio utile avvalersi di una serie di accorgimenti che riducono al minimo lo spreco delle energie.


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Si tratta di consigli di tipo bio-meccanico che riguardano stile di guida e modo di rapportarsi con la bici.
Primo consiglio: la bici deve essere in ordine e regolata secondo le vostre misure. Controllate che la leva del freno sia allineata con dita ed avambraccio: nel frenare non bisogna tenere la mano piegata!

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Usate freni idraulici che permettano di frenare con un unico dito (indice o medio) e adottate dischi da 180-203 mm in modo da ridurre al minimo lo sforzo di mani ed avambracci. Controllate anche che il vostro dito non si sforzi ad afferrare la leva del freno: chi ha le dita corte potrebbe faticare ad arrivare alla leva, in tal caso basta agire sull’apposita vite di regolazione.
La pressione delle gomme: va bene scendere a basse pressioni per aumentare l’aderenza ma senza esagerare! Si può scendere benissimo anche con 2BAR di pressione e faticare meno nei rilanci.
Il secondo consiglio riguarda la sfera più psicologica: scendere rilassati ma concentrati.
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In un sport così fisico potrà sembrare strano che la maggior parte delle energie venga impiegata dalla concentrazione. Il sistema neurocerebrale funziona in maniera speculare a quello muscolare e consuma grandi quantità di zuccheri e sali minerali negli sforzi di concentrazione: è il motivo per cui una discesa che conosciamo ci stanca molto meno di una discesa piena di incognite.
Ma come fare per trovare rilassatezza in discese che sono di per sè concitate? Innanzitutto occorre concentrarsi sulla traiettoria: nell’ambiente delle ruote grasse si dice che “la bici va dove guardano i tuoi occhi”. Individuate la traiettoria più pulita e fluida e una volta scelta dategli continuità. Lo stesso vale per la morfologia del terreno: si può passare anche su terreni scassatissimi, impervi e rocciosi purchè abbiate l’elasticità giusta. Anche in questo caso bisogna studiare il terreno ed entrare in simbiosi con esso: in pratica è un esercizio di meditazione.


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Un ultimo ma altrettanto prezioso consiglio: guidare in modo fluido, ovvero puntare sull’equilibrio e non sulla forza.
La Mountain Bike non è uno sport di potenza: occorre la leggerezza del danzatore e la precisione del tiratore con l’arco.
Nell’ambiente enduro si dice: “mani leggere, piedi pesanti”. I piedi sono come due binari su cui la bici deve scorrere come un treno, mentre le mani fanno da timone. E’ sbagliato per esempio usare mani e braccia per far curvare la bici. Nella mountain bike il peso del biker è 3-4 volte superiore al peso del mezzo: pertanto è fondamentale guidare con il baricentro. Prima di lanciarsi in qualsiasi discesa fate qualche esercizio per sciogliere le spalle, e la schiena perchè è dai loro movimenti che dipende l’ impostazione della guida.


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Non meno trascurabile è anche l’aspetto dell’ abbigliamento: è giusto anzi dovrebbe essere obbligatorio indossare protezioni e caschi anche integrali, ma è altrettanto buona norma scegliere i prodotti che combinano efficacia protettiva e traspirazione. In questo modo si potranno risparmiare preziosi sali minerali.
Infine, a coronamento di queste considerazioni, sottolineiamo l’importanza del reintegro dei sali minerali. In questo caso gli elementi più preziosi sono il Potassio per prevenire crampi ed affaticamento muscolare, ed il Magnesio, indispensabile per il sistema neuromuscolare, e la cui carenza viene segnalata dal nostro organismo con i sintomi della spossatezza.
Il consiglio è quello di avere sempre una borraccia piena e quando le bevande tradizionali non bastano più utilizzare la bustina di sali minerali che sempre dobbiamo portare nello zaino.


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