martedì 29 agosto 2017

Adrenalina pura al Kronplatz - Val Pusteria

A partire dalla splendida cornice montuosa in cui è situata la sommità del Kronplatz o Plan de Corones, tra le Dolomiti a Sud Ovest e la Catena principale alpina sul versante settentrionale, sono tanti i motivi per cui un biker può fermarsi qui, a pochi passi dalla pittoresca Brunico.






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Partiamo dal fatto che vi sono sentieri dedicati esclusivamente alle MTB: lo dobbiamo agli appassionati locali che hanno creato una bella rete di piste. Gli impianti di risalita, comodi e spaziosi, permettono di concentrarsi sull'aspetto discestico, ma vi è anche una bella forestale per gambe toniche. Inoltre i dintorni sono ricchi di altre opportunità, come quella di visitare le vicine Piramidi di Perca con un bel giro in mtb.

Ma tornando alla Kronplatz Le possibilità di divertirsi una volta raggiunti i 2270 mt della vetta sono numerose e non solo in Bike Park: qui vi proponiamo quella che ci è piaciuta di più, ovvero la più orientata al gravity.
Scarica la traccia cliccando QUI









Se avete altri gusti potete orientarvi grazie al sito ufficiale della Kronplatz dove si possono anche scaricare le tracce:

http://www.kronplatz.com/it/estate/downhill-freeride


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Il nostro consiglio è innanzitutto quello di fare il biglietto giornaliero e soprattutto partire presto al mattino (la prima cabinovia è alle 9:00): volendo si possono fare anche i sentieri escursionistici non legati ai bike park evitando così di incrociare i trekkers.  

Dalla Herrnsteig al regno del Gravity (Franz Trail)





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Il suggestivo panorama di verdi valli, creste alpine, e la sottostante città di Brunico non riesce a trattenere dalla voglia di buttarsi subito in discesa sul primo cancello con la scritta Herrnsteig: un nome che è anche un pezzo di storia in quanto primo Downhill Trail ufficiale dell' Alto Adige.




Lo seguiremo per i primi 4 km, poi si svolterà a sinistra imboccando il vistoso cancello del Franz: qui si entra nel regno del gravity (assolutamente da evitare con il fondo viscido). Si passa dalla montagna spoglia di vegetazione ad un fittissimo bosco di larici che diradano la luce del sole.  






I passaggi sono strabilianti e richiedono estrema perizia perchè i margini di errore sono minimi, e talvolta tra tronchi, rocce e radici c'è soltanto lo spazio di una gomma e nulla più.
Si scende a velocità molto basse, decisamente insolite per un bike park dove si è abituati a sfrecciare su autostrade, e la concentrazione brucia tantissime energie. Per fortuna vi sono tratti di intervallo nelle intersezioni con la strada forestale: altrimenti fermarsi è impossibile, sia per le pendenze che per le compulsioni dell' adrenalina. 


                     


Nella parte finale l'andatura si fa più fluida grazie ad una lunga serpentina di curve paraboliche che riportano allo stereotipato stile dei bike park.
Nel complesso una discesa inebriante, molto varia, mai banale e soprattutto con linee armoniose con il contesto naturale e quasi privo di strutture artificiali come passerelle in legno.










    

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