giovedì 22 giugno 2017

Cima del Grappa: grande scalata grande discesa

Dal ponte capolavoro del Palladio (ora Ponte degli Alpini) alla cima del Monte Grappa con il cimitero monumentale che racchiude migliaia di soldati italiani ed austriaci le cui vite sono state falciate dai furiosi combattimenti della Grande Guerra: è questo il suggestivo scenario in cui si svolge questo indimenticabile itinerario. 

Sacrario Cima Grappa


Sarebbe riduttivo descrivere la scalata alla cima del Monte Grappa sotto un profilo meramente ciclistico. Il Grappa è molto di più: è un itinerario nella storia, a partire dalle strade stesse che conducono alla sua irrequieta cima.

Ce ne sono svariate, quella qui proposta è la mulattiera che salendo da Covolo divora le irte pareti rocciose ai fianchi della montagna: è la mulattiera del Grappa descritta dallo scrittore soldato (ragazzo del '99) Ermes Rosa autore del libro "Arditi sul Grappa". 

La Caserma Milano con Galleria Vittorio Emanuele


La traccia proposta parte dalla periferia settentrionale di Bassano, ma un tour nel centro storico non può mancare: la città è uno spettacolo di architettura rinascimentale dell' epoca veneziana, con le sontuose facciate dei palazzi che si specchiano sulle spumose acque del Brenta. Tra questi edifici spiccano le numerose storiche distillerie, alcune a pochi passi dagli ingressi del ponte: per chi lo desidera è dato apprezzare l'ambivalenza tra la Grappa intesa come cima e l'omonimo liquore.

Duomo di Bassano del Grappa

Lungo fiume

Ponte degli Alpini

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Il capitolo di storia scritto sul Monte Grappa è in un certo senso l'antitesi di Caporetto. Dopo la disfatta dell'autunno del '17 gli austriaci si affacciano nuovamente sulla Pianura Padana e le Prealpi Venete si trasformano ancora una volta (come nel maggio del '16 dopo la Strafexpedition) nell' ultimo baluardo difensivo per l'esercito italiano.

Dopo una riorganizzazione degli organigrammi ed un ricompattamento delle forze in campo inizia la controffensiva che parte proprio da questa cima: è la primavera del '18 l'esercito italiano sferra una poderosa avanzata contro le postazioni austroungariche sul Monte Pertica. Fondamentale sarà l'impiego della chilometrica galleria Vittorio Emanuele.
Lo sfondamento avviene ma si scontra con l'attrito della difesa austriaca che è come sempre impeccabilmente tenace. I morti si conteranno a migliaia, mentre le linee avanzano di pochi chilometri. Tuttavia gli asburgici sono al collasso: le loro risorse per combattere, umane e materiali, sono terminate, e l'inevitabile resa non è che questione di mesi.


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L'itinerario dalla mulattiera del Covolo al Sacrario
Seguendo direzione Cassanego, sotto un cielo affollato di parapendii, si arriva al ristorante del Covolo con adiacente Chiesa. Inizia da qui la lunga serpentina ghiaiata (CAI 105) che si aggrappa agli anfratti più impensabili della parete rocciosa. Il fondo è in condizioni eccellenti, la strada larga e le pendenze non sono mai inclementi.


La mulattiera del Covolo - CAI 105



L'arrivo a Cima Grappa avviene dopo 20 km: molti dei quali immersi nel ventre di un bosco con il lato settentrionale oscurato dalle verticali pareti e quello meridionale con gli sconfinati orizzonti della Pianura Padana. 

Il Sacrario appare da lontano come una cittadella fortificata dalle alte mura biancastre e dalle finestre arcuate. Nei periodi di affollamento l'accesso alle bici potrebbe essere interdetto. Ben visibile è l'imbocco della Gallerie Vittorio Emanuele (adottata dalla Nato nel periodo della Guerra Fredda ed oggi riconvertita ad uso escursionistico). 

Il Sacrario visto da prospettiva più alta



Sono 23.000 le salme che riposano in questo luogo: quasi equamente divise tra italiane ed austriache.
Lasciando il cimitero monumentale alle spalle inizia una bella ed entusiasmante discesa che riporta verso la pianura. Il primo tratto attraversa una campagna ancora butterata dallo scoppio della granate: è l'ultimo segno della Grande Guerra prima di immergersi nel bosco. 


Pascolo che porta ancora i segni delle esplosioni di granata

Discesa impegnativa: ripida, frastagliata e variegata stile All Mountain

Entusiasmante discesa finale


La discesa (CAI 100) è abbastanza impegnativa sul piano tecnico ed è consigliabile una buona full in considerazione del terreno ripido e molto frastagliato tra rocce fisse e radici che affiorano dal terreno. Un trail reso ancora più divertente dal continuo mutare di scenari e tipologie di fondo.


  
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