A tutto enduro sul Promontorio di Piombino (LI)
Sorprendente la Piombino scoperta in questo itinerario intricato di sentieri immersi nella coltre verde della macchia mediterranea a strapiombo sul mare.
L'enorme complesso siderurgico che si distende sulla piana di Piombino adombra la presenza di questa perla naturalistica che si sviluppa pochi passi più in là. Eppure è proprio così: oltre la cortina degli impianti siderurgici appare questo promontorio idilliaco per ruote artigliate.
Chi si aspetta di trovare una versione depotenziata di Punta Ala o Massa Marittima dovrà ricredersi sin dalle prime battute discesistiche: quanto a tecnica nulla da invidiare ai più blasonati comprensori del maremmano.
Prima di passare alla descrizione dell' itinerario lanciamo un invito a non disdegnare una visita alla città. Anche qui una piacevole sorpresa. Molto più di un punto di transito per gli avventori dell'Elba, ma una gradevole città, cinta da poderose mura tardo medioevali (progettate dal grande Leonardo): eredità di un piccolo ma autorevole principato durato per tutta l'epoca rinascimentale.
A Nord del promontorio si trova un altro imponente lascito storico: è quello degli etruschi, che nel Golfo di Baratti (Populonia) fondarono una sorta di precursore della città moderna con tanto di attività di lavorazione dei metalli.
Partenza da Cala Moresca: un osservatorio sull'Elba da cui partono tutti i percorsi naturalistici, che attraversano il promontorio da Sud a Nord.
La prima rampa in salita è un assaggio di quanto siano aspre le pendenze su questa collina dai rilievi bassi ma arcigni. In questo primo tratto ci mettiamo alle spalle i turpi palazzoni della periferia la cui vista in sottofondo contrasta fortemente con la natura selvaggia nella quale siamo da subito immersi.
A questo punto, una volta innestati sulla via che percorre il crinale (la storica Via dei Cavalleggeri usata dai soldati per il presidio del territorio e la riscossione delle tasse sin dal XVI sec.) si può scegliere tra le numerose possibilità di discesa su entrambi i versanti. Per praticità iniziamo con lo Steghedè: tracciato molto divertente con passaggi generalmente flow in un canalone di rampe naturali ed un bel rock garden.
Risalita sul cosiddetto sentiero Disumano per tornare sulla mulattiera del crinale tra incantevoli scenari bucolici. Ah dimenticavamo: qui l'asfalto non esiste, però alcune risalite avvengono in single track e sono molto dure.
Da qui ancora un tratto in scalata fino a raggiungere la cima di Monte Massoncello, da cui partiranno due trail. Il primo è il 609: divertente, mai estremo, un misto di flow e roccia con qualche passaggio S3+ ma mediamente tra S2 ed S3. Risalita bella pendente sul sentiero Boschetto da fare e rifare perchè si torna sul sentiero del crinale e subito dopo aver superato l'area pic nic si imbocca la Crocefissino. Molto simile alla precedente con qualche tratto roccioso abbastanza arduo alternanto a qualche momento flow che concede relative tregue.
A Nord del promontorio si trova un altro imponente lascito storico: è quello degli etruschi, che nel Golfo di Baratti (Populonia) fondarono una sorta di precursore della città moderna con tanto di attività di lavorazione dei metalli.
Partenza da Cala Moresca: un osservatorio sull'Elba da cui partono tutti i percorsi naturalistici, che attraversano il promontorio da Sud a Nord.
La prima rampa in salita è un assaggio di quanto siano aspre le pendenze su questa collina dai rilievi bassi ma arcigni. In questo primo tratto ci mettiamo alle spalle i turpi palazzoni della periferia la cui vista in sottofondo contrasta fortemente con la natura selvaggia nella quale siamo da subito immersi.
A questo punto, una volta innestati sulla via che percorre il crinale (la storica Via dei Cavalleggeri usata dai soldati per il presidio del territorio e la riscossione delle tasse sin dal XVI sec.) si può scegliere tra le numerose possibilità di discesa su entrambi i versanti. Per praticità iniziamo con lo Steghedè: tracciato molto divertente con passaggi generalmente flow in un canalone di rampe naturali ed un bel rock garden.
Risalita sul cosiddetto sentiero Disumano per tornare sulla mulattiera del crinale tra incantevoli scenari bucolici. Ah dimenticavamo: qui l'asfalto non esiste, però alcune risalite avvengono in single track e sono molto dure.
Da qui ancora un tratto in scalata fino a raggiungere la cima di Monte Massoncello, da cui partiranno due trail. Il primo è il 609: divertente, mai estremo, un misto di flow e roccia con qualche passaggio S3+ ma mediamente tra S2 ed S3. Risalita bella pendente sul sentiero Boschetto da fare e rifare perchè si torna sul sentiero del crinale e subito dopo aver superato l'area pic nic si imbocca la Crocefissino. Molto simile alla precedente con qualche tratto roccioso abbastanza arduo alternanto a qualche momento flow che concede relative tregue.
Stessa risalita ma stavolta dal segnavia in pietra scendiamo a destra su un tratto decisamente roccioso che porta all' imbocco del trail Croste con incantevole finale al Poggio alle Canne, direttamente sul mare. E' il più brutale di questa serie di sentieri: scarsamente flow, eccetto la primissima parte, poi un delirio di rocce, gradoni e radici infide. Un vero massacro per braccia e gambe.
Quei pochi metri di discesa in più per arrivare al Fosso alle Canne non sono da sottovalutare. Una volta ammirata questa incantevole e riservata spiaggia dalla scogliera meravigliosa si risalgono gli ultimi cinquanta metri, e dopo un mangia e bevi di crica 1km si torna a Cala Moresca.
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