giovedì 19 aprile 2018

Incontri con gli animali: come comportarsi ?

Cani, serpenti, cinghiali, orsi e ungulati... insomma la nomenclatura di specie viventi che un biker può incrociare sul proprio sentiero potrebbe riempire mezza Arca di Noè. 


Se ne trovano di piccoli e di grandi, di velenosi e di mordaci di spavaldi ed impauriti ecco allora un prontuario di comportamenti da seguire e (soprattutto) da evitare per gli appassionati di ruote grasse che si avventurano nei boschi.


Facciamo però una premessa fondamentale: è vero che questo tipo di incontri avviene in modo imprevisto e casuale ma la loro gestione dipende totalmente dal nostro comportamento. Se è corretto eviteremo spiacevoli conseguenze, se ci comportiamo in modo scorretto le subiremo.

Partiamo proprio da quello che è considerato il miglior amico dell' uomo... ma che potrebbe diventare uno dei peggiori nemici del biker se mal affrontato. 
Vedersi rincorrere da quattro zampe ululanti e digrignanti è l'incubo di tanti ciclisti, ed è anche molto frequente che questo si trasformi in realtà quando si passa nei pressi di casolari di campagna. Il randagismo in Italia per fortuna è poco diffuso e concentrato solo in certe regioni, ma il comportamento da adottare è il medesimo.


celeberrima scena fantozziana

Cosa evitare

Il panico è la prima istintiva reazione da controllare. Ricordiamo  che il cane non solo è dotato di istinto predatorio ma è anche indotto a difendere il proprio territorio e quello del suo padrone (per questa ragione il lupo, in quanto randagio, è decisamente meno problematico). Il suo furioso approccio non si traduce necessariamente in un attacco, ma è il linguaggio cagnesco per capire che intenzioni abbiamo. Se scappiamo lo aizziamo a rincorrerci, se iniziamo a fare gesti frenetici e convulsi lo induciamo alla lotta. 
Se siete in gruppo mostrate il più possibile un comportamento omogeneo, evitate scene fantozziane dove uno cerca di mandare avanti l'altro.

Cosa fare

Quindi innanzitutto mantenere la calma e restare fermi, di solito basta questo per indurre il cane a non andare oltre. Non si può però escludere di incontrare cani addestrati al combattimento o di natura aggressiva, o peggio ancora, trovarne più di uno e di grossa stazza. In questo caso si deve adottare una vera tattica difensiva. Noi biker abbiamo una fortuna che è quella di avere uno scudo che è la nostra stessa bici; per male che vada torneremo a casa con le ruote bucate.
In ogni caso MAI attaccare preventivamente l'animale, e se questo attacca per primo respingerlo con fendenti sulle parti più vulnerabili: gola e pancia. Anche gli spray al peperoncino possono essere utili ammesso che si abbia il tempo per estrarli. 

Cambiamo genere e passiamo a quelle creature striscianti che conosciamo dai tempi delle scritture della Genesi come animali perfidi e pericolosi. Questo fama sarebbe molto da ridimensionare: la stragrande maggioranza dei serpenti del nostro continente non è pericolosa. Inoltre la maggior parte delle persone non sà distinguere una biscia da una vipera. Impariamo allora a riconoscerla in base alla forma degli occhi, della testa e della coda per evitare imbarazzanti e pericolose complicazioni in caso di morso da un qualunque serpente.






Il vero problema della vipera, oltre al riconoscimento, è il semplice fatto di vederla. Si adatta perfettamente agli interstizi rocciosi e agli spazi liberi tra gli arbusti, quando rimane ferma tra erba e foglie è letteralmente invisibile. La vipera è un animale pavido, non attacca l'uomo, ma se viene violata nel suo habitat può reagire mordendo. 
Quando si incontra una vipera non è necessario darsi alla fuga, sarà lei ad andarsene per prima. 
Se la vipera morde è perchè la nostra strada e la sua si sono incrociate. La prima cosa da fare è cercare di capire che tipo di morso abbiamo ricevuto: infatti non sempre al morso corrisponde l'iniezione del veleno che la vipera secerne solo in fase predatoria. E' molto importante comunicare ai soccorritori con precisione ciò che si vede sulla parte interessata ed eventuali primi sintomi. 

Quando il veleno entra in circolo la sua assimilazione dipende dal ritmo cardiocircolatorio: agitarsi o correre è quindi assolutamente da evitare, come è da evitare cercare di suggere il veleno con la bocca. Si può anche cercare di fermare la circolazione con un laccio ma questa operazione richiede mani esperte per evitare complicazioni. 



Più facili da gestire sono invece gli incontri con ungulati e selvaggina in generale: si tratta di incontri fugaci e che si risolvono con la fuga spaurita di questi ospiti del bosco. Attenzione però al fatto che, soprattutto i cinghiali, possono causare incidenti anche pericolosi. E' buona norma fermarsi appena se ne percepisce la presenza ed assicurarsi che non ci sia un branco in transito sulla nostra strada.



Concludiamo con l'orso che negli ultimi anni è stato anche protagonista delle cronache trentine dove il plantigrado è stato reintrodotto per finalità turistiche (con risultati discutibili). La convivenza in un territorio montano fortemente antropizzato non è, come si poteva ampiamente prevedere, cosa facile: vi sono stati anche casi di aggressione nei confronti di escursionisti e conseguente abbattimento degli esemplari ritenuti pericolosi. Anche a fronte della sempre più crescente paura le autorità provinciali hanno diffuso dei manuali di comportamento nel caso di un vis a vis uomo-orso. 





Il pericolo più grande è incontrare una mamma orsa intenta a difendere i cuccioli. In tal caso l'orso potrebbe avvicinarsi in modo apparentemente minaccioso ma non attacca se non percepisce direttamente un pericolo, pertanto meglio restare calmi, non scappare (neanche in bici perchè l'orso è comunque nettamente più veloce), e parlare piano. Se invece l'animale è distante e non ha cuccioli da proteggere è facile che si allontani da solo o per allontanarsi dalla rumorosa presenza dell' uomo, in tal caso fare chiasso o urlare lo indurrebbe ad andarsene.


Di Raffaele Ganzerli, vai a profilo autore

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