domenica 9 ottobre 2016

Vajont: memorie di una tragedia in un percorso MTB (traccia gpx)

Una valle incastonata a ridosso del Piave, un lembo di terra friulana che si affaccia sul Veneto: natura incantana, luoghi carichi di storia, quella della Grande Guerra che vide un giovane ufficiale tedesco di nome Erwin Rommel avanzare fulmineamente lungo la linea del Piave.



Valle del Piave da una delle galleria che portano alla diga


Ma questa è un’altra storia: non è quella di uomini in arme che si danno battaglia in nome del dio Marte. Nella logica distruttiva della guerra la morte di altri uomini è un fatto indeclinabile. Quello che invece non ti aspetti è che effetti altrettanto letali avvengano in un contesto di progresso scientifico e tecnologico: o almeno tale doveva essere secondo quanto declamato dagli artefici di quella colossale opera.






Che si trattasse di un progresso senz’anima che tutto travolge era apparso chiaro agli abitanti della valle sin dai primordi, quando dovettero abbandonare le loro case, tagliando le proprie radici, per far posto al mostro.


Strade di Erto


Com’è andata questa storia lo sappiamo, o meglio non l’abbiamo dimenticato grazie anche alla toccante opera teatrale di Marco Paolini.


Targa commemorativa
                            

Era il 9 Ottobre 1953, una data impressa a fuoco nella memoria della valle e dell’ Italia intera, perché quella tragedia è il simbolo di un ideale di sviluppo basato sullo sfruttamento della natura e dell’uomo per l’interesse di pochi.
Ancora oggi girando per le strette stradine di Erto e Casso, i due paesi che si affacciano a valle della ormai ex diga, la rabbia è gridata dai muri: in modo plateale dalle scritte ingiuriose contro i responsabili del disastro, in modo sommesso dalle case abitate da fantasmi di un mondo per sempre cancellato.


Per le strade di Erto e Casso


La valle dove si adagiava l'invaso è ora un ammasso di terra a ridosso dell' arco di cemento. Il lato sinistro della valle, quello del famigerato Monte Toc, mostra la sua enorme ferita che appare in tutta la sua cruda bianchezza.

Monte Toc
                               


Sentiero MTB
       

Ma per l’escursionista che affronterà questo itinerario l’effetto più impressionante lo avrà all’inizio, muovendo i primi passi da Longarone: una città senza volto, forse addirittura abbruttita da una chiesa in cemento armato che è persino ripugnante nel suo ricordare quel materiale che è lo stesso che compone la diga.


Già proprio quella diga che da un anonimo incrocio stradale del paese appare in tutta la spaventosa grandezza (è ancora oggi la 5° diga più alta del mondo) e sembra rivolgere un ghigno beffardo su quel piccolo paese adagiato sulle rive del Piave, che circa mezzo secolo fa ha cancellato dalla faccia della terra.


In discesa da Erto verso la diga

                           

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3 commenti:

  1. Ciao, da dove scarico la traccia? Grazie!
    Gianni

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    1. quì c'è una variante: http://www.themtbbiker.com/valle-del-vajont.html#.V_yyzJN95E4

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  2. Ciao Gianni, devi cliccare su Vajont sopra la mappa, ti collega al portale con tutte le tracce: puoi scaricare questa ed altre tracce dopo esserti iscritto

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