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Reggello (FI): enduro nelle foreste secolari della Vallombrosa

Una fittissima foresta di faggi secolari dove anche i raggi del sole penetrano a fatica dardeggiando tra i pochi spazi lasciati dalle foglie. E' l'immagine più vivida che lascia questo itinerario in Vallombrosa, dove la provincia di Firenze si incastra in quella di Arezzo tra brulli crinali e distese di boschi primordiali.  



La presenza antropica è scarsa e fuggevole, in passato era territorio dei monaci vallombrosiani che hanno curato la crescita del bosco con tagli e piantumazioni regolari ancora oggi riconoscibili per la disposizione "razionale" degli alberi. In epoca più recente si registra un successo turistico nei primi del novecento grazie alle stazioni climatiche, mentre è risultato vano il tentativo di creare, negli anni '60, una stazione sciistica sul Monte Secchieta, punto di transito di questo percorso.



L'itinerario che vi presentiamo è in realtà l'unione di due percorsi che hanno la stessa salita. Il primo è il giro lungo che passa a fianco del Monte Secchieta e culmina sui 1.533 del Poggio Uomo di Sasso. Il secondo è più corto ma decisamente impegnativo sotto il profilo escursionistico.

Partenza da Reggello, piccolo comune fiorentino adagiato nella Val d'Arno e circondato da montagne relativamente imponenti per queste latitudini. Prima parte della salita sul comodo asfalto SP 86, la abbandoniamo senza nostalgia per la meno trafficata SP85 all'altezza di Pietrapiana in direzione Saltino. Proprio all'ingresso di quest'ultimo appare la sontuosa Villa Rembado con il suo stile liberty che ricorda gli anni d'oro dei primi del novecento quando i facoltosi fiorentini si rifugiavano in queste verdi zone per fuggire alla calura e al caos cittadino.





Da Saltino si continua in leggera discesa macinando gli ultimi metri di asfalto per passare, a fianco dello Chalet, sulla Forestale che attraversa le storiche foreste di Sant'Antonio, oggi vero e proprio laboratorio di biodiversità.

Il ritmo risulta appesantito da un fondo a tratti pendente e sconnesso. In località La Macinaia arriviamo al bivio che divide i nostri due percorsi. Proseguiamo dritto verso la Secchieta dove ci aspettano le maestose faggete. Si sbuca alla luce del sole una volta approdati sul crinale con a sinistra la Secchieta e tutto il complesso di antenne, pale eoliche, una chiesetta ed un rifugio. Proseguiamo in senso opposto, ovvero a destra in un tratto dove il dislivello sale di poco, non sale o addirittura scende. Solo una volta arrivati alla croce al Cardeto si torna a salire come si dovrebbe per mettere alle spalle gli ultimi 200m di D+.

Superata la sbarra si prosegue su una cementata che sembra uscita da un girone dantesco. Sono gli ultimi sforzi e la meta è ormai in vista e si chiama Poggio Uomo di Sasso (1533m slm, - 23km). 




L'inizio non è di facile interpretazione: tra faggi e macigni non affronatbili a cui si aggiunge una segnaletica CAI un po' fantasiosa. In ogni caso è un incipit all'insegna del trialistico con passaggi da urlo su rock garden e tornanti stretti che richiede ottime capacità di guida. Tratti fluidi si alternano a tratti di trialismo puro (S3+) da fare con studio e cautela. Ha solo il difetto di non essere molto lunga, e in prossimità di Monte Acuto inizia una mulattiera S2 un po' scassata che riporta a Reggello.

Oratorio di Ponticelli

 

Da qui si riparte per affrontare nuovamente tutta la salita fino al casolare de "La Macinaia". Si prosegue fino a valicare la cima in prossimità di Poggio ai Trogoli deviando subito a destra sul sentiero 914 per Massa Nera dove è ubicato l'omonimo bivacco. Bisogna mettere in conto diversi passaggi non ciclabili, soprattutto nella prima parte. Il fondo è decisamente scassato e una vegetazione di piccoli arbusti avvinghia alcuni tratti del sentiero. Evidenziati questi aspetti negativi rimane un bilancio positivo fatto di passaggi da brivido e godimento trialistico per chi ama il genere. Il sentiero termina in prossimità di Campo d'Ame, da qui si ritorna a Reggello attraversando gli ultimi tratti di bosco e i campi coltivati che circondano il paese.



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