domenica 22 luglio 2018

Cornetto di Folgaria Cai 439

Itinerario molto particolare e sul quale è doveroso fare alcune premesse.
Se siete vertiginosi allora non sarà questo il vostro itinerario ideale. 
Mettete in conto almeno un'ora di bici a spinta, con brevi tratti in spalla: l'itinerario è breve ma sull'altro piatto della bilancia ci sono pendenze insormontabili per una muscolare, forse con l'ebike...se qualcuno vuole sperimentare sarà un buon banco di prova.
Dalle foto sottostanti sembrerebbe un itinerario per folli: a dire il vero no, il tratto esposto è praticamente in piano e non è nemmeno lunghissimo, anche per chi intendesse affrontarlo tutto a piedi. 
Con il giusto raziocinio non si corrono pericoli, altrettanto dicasi per l'incrocio con eventuali pedoni.

                  






La discesa è molto impegnativa soprattutto nella prima parte caratterizzata da tratti rocciosi ed impervi, la seconda parte è molto più flow con graziosi tratti nel bosco ma una buona tecnica di guida è indispensabile soprattutto nei tratti più impervi. 


SCARICA LA TRACCIA (link a gpsies.com con scheda tecnica)



Si parte da Passo Sommo (1.341mt slm), che dista una manciata di km da Folgaria, in prossimità di uno chalet e della grande area verde dedicata al golf. La destinazione è il sovrastante Corno di Folgaria che con i suoi 2020 mt è una delle cime più elevate del Gruppo Vigolana.




La salita è fatta di tre fasi nettamente distinte: i primi 2km in sella, 1,5 km a spinta ed un sentiero esposto di circa 1km stretto ed in falsopiano con tratti pedalabili ed altri in cui è più prudente scendere (sentiero Gentilini).
Il fuoristrada prevale nettamente, l'asfalto è relegato nell' ultima manciata di km.
Panorami esaltanti che spaziano dalla Val d'Adige alle Dolomiti, dall' Altopiano di Folgaria/Lavarone alla Valsugana. Lungo il sentiero Gentilini vi è anche la sorpresa di una piccola grotta artificiale scavata durante la Grande Guerra.




Anche la discesa (che si svolge su sentiero CAI 439) può essere divisa in tre sezioni: la parte alta molto tecnica con anche impegnativi passaggi su roccia, la parte media con svariati tornanti e pendenze molto accentuate e la parte conclusiva decisamente più flow. La vorticosa fisionomia della discesa è roba da far tremare i polsi anche ai discesisti più navigati: specialmente quando la si intravede dal sentiero a mezza costa.





Rientro sulla vecchia strada del Passo della Fricca (sarebbe vietata per motivi di sicurezza legati ai movimenti franosi ma in tutta franchezza appare meno pericolosa della moderna galleria con il traffico della Strada Provinciale. Si arriva a Carbonare su sterrato e poi ritorno al Passo Sommo via San Sebastiano su asfalto.  
Ultima raccomandazione: se non siete biker esperti non avventuratevi da soli lungo questo percorso.










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