martedì 19 giugno 2018

Il diavolo di Lugagnano d' Arda (PC) tra crepacci e single trail da urlo

A volte il bello di un itinerario in MTB è il suo essere stravolgente: partire dalla tranquilla pianura e ritrovarsi come d'incanto su crinali vertiginosi e crepacci. 
Un sogno ad occhi aperti per i più avventurosi, forse un incubo per chi soffre di vertigini ma sicuramente Lugagnano d'Arda è per gli appassionati di All Mountain un posto che non lascia indifferenti.






Il contesto è molto affascinante: un Parco Provinciale che nasce dalla sinergia pubblico privata per tutelare per la valorizzazione del patrimonio ambientale e paleontologico. La morfologia è molto varia: la parte in salita è una tipica collina emiliana con i campi adibiti a foraggio che lasciano progressivamente il posto al bosco cedue, ma nella discesa sembrerà di essere catapultati nella brulla terra di Romagna e la sua tipica arenaria.




L'attività dei bikers locali è da qualche anno in pieno fermento: grazie a loro si può oggi contare su una rete di sentieri ben mantenuti e segnalati. E' possibile scendere fino alla sottostante diga di Mignano, costruita nei primi del '900 per l'approvvigionamento dell'energia elettrica (oggi semplice riserva idrica) ma sconsigliamo vivamente di percorrere l'anello intorno all'invaso per le indecenti condizioni del fondo.




La cima non è altissima e si può ripercorrere la strada asfaltata in salita più volte per imboccare ad innesto i vari trail. 
Partiamo con il Diavolo, che con i suoi quasi 1.000mt è anche quello più "in quota".  



La salita è abbastanza agevole e nella seconda metà l'ombra allieta le fatiche del tratto più impervio. In tutto sono 15 km per quasi 800mt di D+. Un piazzale attrezzato per pic nic si rivela utile per vestirsi con comodo e rifocillarsi. Dopo qualche metro di saliscendi tra castagni secolari si parte con il crinale: a tratti il single track si stringe angustamente tra speroni rocciosi e dirupi un po' inquietanti ma non pericolosi se la bici è ben condotta. 



Girato l'angolo si ritorna nel bosco con un tratto decisamente tecnico che non molla fino alla fine del trail (il quale dura nel complesso quasi 4km).




Risalita su asfalto da San Giorgio fino all'intersezione della discesa Bramble: decisamente più scorrevole e flow in un contesto boschivo molto gradevole. Un breve ricongiungimento su sterrato e si passa alla Hula Hop, anche essa fondamentalmente flow ma molto più nervosa.
Finale sulla Cappuccetto Rosso: breve ma molto piacevole da guidare con traiettorie pulite stile DH.
Da evitare nella stagione afosa, e nei periodi piovosi. Nelle vicinanze merita un giro turistico il borgo medioevale di Castell' Arquato. 






  








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