giovedì 11 gennaio 2018

Monte Conero (AN): in MTB tra trail e misteri

Nelle Marche è l'ultima piega collinare prima che l'Appennino sprofondi tra le onde del mare adriatico. Un promontorio che sul litorale adriatico è secondo per estensione solo al Gargano: parliamo del Monte Conero. 






Ha una folta chioma con chiazze di verde che permangono anche d'inverno: la macchia mediterranea contende gli spazi più soleggiati al bosco cedue. I suoi numeri non sono quelli di un rilievo imponente, anzi con i suoi 572mt di quota massima per arrivare al rango di montagna necessiterebbe ancora di qualche gradino. Ha però un grande vantaggio in termini prospettici che gli conferiscono una posizione dominante sulla landa e sulle acque. 






Ancor più intrigante è il suo interno: il fascino di addentrarsi nel ventre di questa montagna lo si inizia a percepire fin dai primi avanzamenti. Si è come avvolti da una atmosfera magica che ammanta e seduce: vorresti scorazzare libero come un fauno tra gli angoli più reconditi del bosco. 
La fitta vegetazione ci sormonta come una cupola, e gli spazi  aperti sono rari e per questo decisamente apprezzati. Sembra un luogo ostile alle attività umane, almeno quelle nostre contemporanee all'insegna della frenesia produttiva. La presenza umana ha invece lasciato segni di epoche primordiali come le incisioni rupestri dei primitivi. 
Gli antichi romani vi hanno invece lasciato segni per certi aspetti più profondi, come le cave di estrazione della pietra calcarea: se ne incontrerà una lungo il percorso. 




Più vicini ai giorni nostri sono invece i resti dovuti alla presenza dell'esercito che sin dai primi del '900 ha scelto questo luogo come base per piccoli sottomarini, e in epoche più recenti come ponte per le telecomunicazioni. Tra arrugginite cortine di filo spinato e caserme diroccate spuntano anche ingressi di tunnel all'interno dei quali nessuno sa cosa si celi.
Per un giro in MTB sarebbe già abbastanza la curiosità e la bellezza del luogo, ma non è tutto: il Conero è un labirinto di single track appassionanti. Ne abbiamo scelti tre: le Antenne, Tre Grazie e il Matto.






Al primo di questi si arriva seguendo la strada forestale che dal parcheggio a fianco della strada ascende verso lo spiazzo di Pian dei Raggetti (lo snodo di tutti e tre gli anelli). Da qui si continua a salire in un suggestivo single track tra i sugheri, fino ad arrivare ai piedi di una vistosa antenna per le telecomunicazioni e sul lato opposto le caserme abbandonate.
La discesa è molto divertente: un flow veloce e senza particolari difficoltà. A metà percorso si incontrano le cave e poco dopo si risale sempre verso Pian dei Raggetti. Si prosegue seguendo il sentriero più a destra rispetto a quello appena effettuato e si imbocca subito il Tre Grazie. Il livello tecnico qui incrementa sensibilmente e non mancano rampe artificiali per i più scatenati.






Si sbuca all'altezza di una cava e si con discreta fatica si risale la ripida mualttiera che riporta al Pian Raggetti. Stavolta si devia a sinistra nell'ombroso boschetto. Mediamente impegnativo ma con un passaggio molto ripido e tecnico nel finale da lasciare agli esperti.








Se non siete ancora stanchi le possibilità di continuare a girare, come vedrete, non mancheranno.    


3 commenti:

  1. Contento che il nostro Conero vi sia piaciuto, trail ne abbiamo di tutte le difficoltà,dall'xc all'enduro bello incazzato con le 3grazie, il matto e il tossico.... Se poi venite d'estate un bel bagnetto è d'obbligo, e si scende direttamente al mare dai trail... 😉

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  2. Grazie, se avete voglia diffondete questo articolo per farlo conoscere ad altri appassionati

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  3. Ciao, fra un paio di settimane sarò in zona e vorrei provare l'escursione.
    Qual'è l'indirizzo di partenza che trovo nella traccia?
    Grazie.

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