lunedì 23 ottobre 2017

In mtb contro il Generale Inverno

Vi stavate chiedendo proprio in questi giorni se il biker è una specie letargica? La risposta è variegata: in questo periodo si è come ad un bivio tra il biker sempreverde e quello che mette la bici sotto un telo fino al rispuntare delle viole. 

Il primo distinguo è quindi di ordine psicologico: e di sicuro se state leggendo questo articolo fate parte della prima categoria oppure siete intenzionati a passare dalla seconda alla prima. Quando però la colonnina di mercurio arranca intorno allo 0 è difficile contrastare gli attacchi del Generale Inverno con la sola forza di volontà, e qui entrano in campo gli aspetti tecnici e qualche espediente maturato con l'esperienza.



 Chi va in bici tutto l'anno sa che il freddo aggredisce nei primi 10-15 minuti dall'inizio dell'uscita. Superata questa fase i muscoli iniziano a carburare metabolizzando zuccheri e carboidrati la cui energia liberata viene irradiata fino ai tessuti epidermici. Pertanto non demordete dopo i primi brividi ed evitate di portare con voi fagotti che diventerebbero ingombranti.












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Gli aspetti più critici riguardano mani e piedi. Per una atavica reazione di difesa del nostro organismo il sangue viene sottratto dalle articolazioni e concentrato negli organi vitali. Infatti il disagio più frequente è il sentirsi benissimo in tutto il corpo ma con mani e piedi letteralmente congelati.



Alcuni rimedi possono avere effetti negativi sul controllo della bici: avvolgere mani e piedi in strati troppo avvolgenti compromette la capacità prensile sul manubrio e la stabilità sui pedali. Meglio affidarsi a dei guanti termici specifici. Se proprio non bastassero neanche questi il suggerimento è quello di aggiungere un paio di guanti in lattice (uso domestico) come sottoguanto: è come avere uno strato di pelle in più. Oppure prendete dei sottoguanti che si trovano in commercio.
I guanti migliori vi permettono anche di usare i touch screen.




Per i piedi esistono i copriscarpa che isolano anche dall'umidità e dall'acqua: uniti ad un buon paio di calze termiche o di lana fanno dei piedi congelati un ricordo. Anche un bel paio di scarponi da trekking possono essere utili.



 

Per le articolazioni inferiori esistono modelli di pantaloni lunghi adatti all' enduro: lunghi, larghi e rinforzati. L'unica controindicazione è che nelle discese possono diventare delle vere saune. Se, come molti, preferite il pantalone corto anche d'inverno il consiglio è quello di pedalare con le protezioni indossate e slacciate e magari aggiungere sotto gli short un paio di attillati da ciclismo su strada. 


Per i freddolosi congeniti un buon palliativo è senza dubbio lo scaldacollo: la regione della nuca è il sensore della temperatura corporea, e da questa dipende la percezione del freddo.

Infine una borraccia termica: un apporto di calore esterno che potrebbe rivelarsi decisamente utile. 





...e con questi consigli ci auguriamo di avere salvato qualche bici da un immeritato riposo forzoso.






  



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