giovedì 8 marzo 2018

I nostri voti all' Arena Bike di San Martino di Castrozza

Il Bike Park non è il nostro genere: preferiamo i sentieri più naturali, dove la mano dell'uomo incide il minimo necessario. Tuttavia non disprezziamo queste strutture che restano un ottimo laboratorio per affinare le capacità di guida, e così nell'estate 2017 abbiamo colto l'occasione di andare alla San Martino Bike Arena nei pressi di San Martino di Castrozza alla Tognola.

Premettiamo che non dobbiamo fare pubblicità a nessuno ed esprimeremo le nostre impressioni senza alcun intento di favorire o penalizzare alcuno.


Partiamo dal contesto ambientale dove la natura ha fatto un bel regalo agli organizzatori. Si può solo assegnare  un superaltivo 10 e lode con inchino. Lo sfondo delle frastagliate creste delle dolomiti trentine (dove primeggiano gli acuminati profili delle Pale di San Martino ) che si saldano con quelle venete lascia sopraffatti.   





Veniamo agli aspetti più pratici con la valutazione dei percorsi che sono così strutturati: vi è una prima linea originaria, la DH1, realizzata nel 2013 a cui è seguita nell'anno successivo la variante di prolungamento che ha preso il nome di DH3 definita come il "completamento naturale" della precedente. 
Nel luglio del 2015 ha preso forma la DH2 che offre un finale più gravity e tecnico, con una netta implementazione di strutture in legno.





Cosa ci è piaciuto e cosa no?
Di positivo c'è sicuramente la varietà di stili riscontrata lungo i percorsi e l'eterogeneità del fondo: si passa dal veloce guidato al roccioso tecnico, con passaggi trialistici su rock garden e radici molto spettacolari. 
La parte in alta quota presenta tratti veloci con numerose curve paraboliche e rampre in terra artificiali. Addentrandosi nella parte boschiva aumenta il grado trialistico con passaggi più calcolati e qualche punta di gravity ma non estremo.  
Alcune strutture artificiali sono utili e divertenti, altre un po' più stucchevoli come la serie di panettoni in terra nella parte intermedia che appaiono davvero stonati.






A dir poco aberranti sono certi passaggi da cantiere ANAS ricavati mandando avanti lo scavatore: sono tratti di collegamento, lo capiamo, ma si poteva evitare un tale (seppure breve) scempio. 
Nel complesso la bilancia volge al positivo: si può dire che è divertente nella parte naturale, mentre la parte costruita è sicuramente spassosa per chi ama drop e funambolismi vari, ma dal punto di vista enduro non è un godimento massimo.






Il voto è comunque un buon 7 perchè a fine discesa la voglia di risalire sulla funivia si è puntualmente rigenerata.
Quanto a servizi-assistenza non se ne può parlar male: i ragazzi sono ben organizzati, disponibili e cordiali. L'ambientazione è pulita e piacevole dotata di tutto i comfort e attrezzature. Voto 8 tondo.
Nel complesso l'equazione dei 10 km di sentieri con 700 mt di dislivello risulta ben riuscita, senza dubbio possiamo affermare di aver trascorso una dilettevole giornata tra amici per cui è valsa la pena staccare il biglietto alla cassa.








    

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