giovedì 30 marzo 2017

Monghidoro: un itinerario per scoprire vecchi e nuovi trails

Un paesino arroccato sull' ultimo lembo di terra emiliana, dove una fascia di impervie creste montuose fa da confine naturale con la Toscana: questo ultimo baluardo della civiltà prende il nome di Monghidoro, tremila anime e poco più. Un luogo ameno ed isolato ma che un tempo era animato da un intenso passaggio di persone e culture essendo il principale collegamento tra la pianura e Roma. 


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La storia di questi luoghi è stata costruita su questo essere un posto di confine e passaggio: i bolognesi in dialetto chiamano questa località Dscargalesen ovvero "scarica l'asino" in ragione del fatto che in epoca preunitaria i controlli doganali prevedevano di scaricare le merci dalle some per controllarle. Anche l'ospitalità ha radici antiche: una osteria di epoca medioevale (Osteria del Frantorno)  è oggi risorta grazie alla presenza di nuovi "forestieri".
Merito infatti dell'escursionismo (e soprattutto della mountain bike) se questo bucolico territorio ha ripreso una certa vivacità, ed i ritmi dei taglialegna e degli agricoltori convivono con le sfrenatezze dei bikers. 




Per noi amanti delle ruote grasse le possibilità di percorrere avvincenti trails abbondano. Non si tratta di un caso: è il risultato del lavoro dei locals che ripristinano i vecchi sentieri e ne creano di nuovi.  



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In questa traccia è possibile apprezzare entrambe le tipologie: una nuovissima ma ben collaudata pista DH sbocciata nella primavera di quest'anno (2017) e due discese su più tradizionali sentieri CAI.
Tutte le discese hanno in comune la stessa salita su fondo sterrato: è una micidiale serpentina peraltro esposta al solleone, e non ci si deve stupire se ogni tanto si viene superati da improvvisati bike shuttle.

Come prima discesa di questa traccia decidiamo di testare "la nuova". Impressiona gradevolmente con curve molto sinuose e traiettorie ad alta guidabilità. Pur essendo un trail costruito rispetta bene la morfologia naturale serpeggiando sui fianchi di una piccola valle immersa in un impressionante bosco di faggi e pini. Vi è una modesta presenza di rampe e paraboliche in legno che comunque non risulta troppo snaturante.






La seconda (e di tutte la più breve e facile) discesa passa dalla vistosa croce dell' Alpe: si scorre lungo un divertentissimo sentiero CAI, molto stretto ed esaltante nella guida. Continui cambi di traiettoria e brevi passaggi su roccia esalteranno le vostre capacità di guida.





Per completare il trittico teniamo per ultima la discesa più spettacolare nota come "Il canalone". E' goduriosa dal primo all'ultimo metro: per la varietà del fondo e degli stili guida, e per alcuni passaggi toccasana in mezzo a memorabili rock garden.






La traccia
NB: per scaricare la traccia basta cliccare su MONGHIDORO sopra la mappa: si aprirà la finestra di Tripkly da cui effettuare il Download
   










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