mercoledì 25 gennaio 2017

Ortigara e Monte Fior: il meglio dell' Asiago All Mountain

E' diffusa la credenza che l'Altopiano di Asiago (o per isteso dei Sette Comuni) sia un territorio più adatto al ciclo-escursionismo od al cross country, ed in effetti l'immensa rete di mulattiere che solca i verdi prati e le conifere di questo territorio vicentino incuneato nel Trentino meridionale non può che confermarlo. Ma questi due itinerari, Ortigara e Monte Fior, non vanno incontro a questa premessa... d'altra parte non saremmo qui a parlarne.


Ossario di Asiago

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Non di semplici percorsi di MTB si tratta ma di itinerari immersi nel contesto storico plasmato dalla Grande Guerra. Inutile addentrarsi ora nelle descrizioni di panorami feriti e sconvolti: ciò che si presenta agli occhi del visitatore è un impatto che nessuna descrizione può rendere. 

Sono i luoghi raccontati da Emilio Lussu nel più famoso romanzo italiano sulla Prima Guerra Mondiale "Un anno sull'altipiano" a cui abbiamo già dedicato l' articolo "Asiago-Sulle tracce di Emilio Lussu"

Quelle trincee, che pure noi avevamo attaccato tante volte inutilmente, così viva ne era stata la resistenza, avevano poi finito con l’apparirci inanimate, come cose lugubri, inabitate da viventi, rifugio di fantasmi misteriosi e terribili. Ora si mostravano a noi, nella loro vera vita. Il nemico, il nemico, gli austriaci, gli austriaci! … Ecco il nemico ed ecco gli austriaci. Uomini e soldati come noi, fatti come noi, in uniforme come noi, che ora si muovevano, parlavano e prendevano il caffè, proprio come stavano facendo, dietro di noi, in quell’ora stessa, i nostri stessi compagni. Strana cosa. Un’idea simile non mi era mai venuta alla mente. Ora prendevano il caffè. Curioso! E perché non avrebbero dovuto prendere il caffè? Perché mai mi appariva straordinario che prendessero il caffè? E, verso le 10 o le 11, avrebbero anche consumato il rancio, esattamente come noi. Forse che il nemico può vivere senza bere e senza mangiare? Certamente no. E allora, quale la ragione del mio stupore?

Pag. 117 (Un anno sull'Altipiano)


La campana dei caduti in cima all' Ortigara, la targa che ricorda l'incontro di Natale tra opposti schieramenti a Monte Forno, la lunghissima cicatrice di trincee che solca tutta la dorsale del Monte Fior sono solo alcuni dei simboli che restano indelebili nella memoria di chi affronta questi percorsi.

Il Cippo degli italiani, il punto più avanzato della riconquista italiana dopo la disastrosa offensiva austriaca del maggio 1916 (la Strafexpedition) che aveva costretto gli italiani ad una ritirata sugli ultimi rilievi meridionali del Veneto

Una targa ricorda la presenza di una teleferica



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Veniamo al lato escursionistico: il percorso del Monte Ortigara parte da Asiago, che ha il triste primato di essere la prima città italiana ad essere stata rasa al suolo da un bombardamento. Ricostruita pietra su pietra è oggi una ridente cittadina turistica con numerose attività imprenditoriali legate alla terra. Ospita uno dei più grandi ossari della Grande Guerra in Italia (foto sopra). 

Facciata del duomo di Asiago

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La fontana ed il palazzo municipale


Il percorso si svolge in senso orario sulla strada militare non asfaltata che conduce sull'Ortigara: è curioso il fatto che spesso si incontrino manufatti italiani ed austriaci sullo stesso percorso, e a volte si superano ex postazioni di confine. In cima lo spettacolo è grandioso e struggente al tempo stesso, una visita al cippo commemorativo italiano è doverosa.


Un appostamento scavato nella roccia

Discesa impegnativa nei primi tratti fino a Monte Forno, diventa più blanda nel finale su comodo sterrato. Il percorso è lungo e raggiunge quote elevate sopra i 2.000.



L'itinerario di Monte Fior (1824mt slm) si svolge sul versante Orientale rispetto ad Asiago, e la partenza è fissata a Gallio. La salita si svolge su asfalto fino a Foza per poi diventare mulattiera militare qualche chilometro dopo in corrispondenza di una grande malga dai colori vivaci. Si arriva ai piedi del Monte Fior con tratti anche impegnativi che si fanno più duri in prossimità del crinale. Da notare i famosi sassi arrotondati che visti da lontano appaiono come manufatti. Inoltre il percorso è arricchito da interessanti pannelli didattici che invitano ad approfondire i risvolti storici.


Monte Fior 

Il crinale
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Curiose formazioni rocciose sul Fior, utilizzate in alcuni casi come trincee naturali


Dopo un tratto in saliscendi che sbuca davanti alla Malga Slapeur, inizia il famigerato CAI860 che attraversa l'incantevole val Miela. L'inizio è ingannevole: una larga strada su un prato in falsopiano, ma poco dopo lo spiazzo si chiude in un imbuto dalle pareti strette laterali ed un fondo di pietre fisse che solo chi possiede buone abilità acrobatiche riuscirà a fare in sella. Con i freni bollenti e le gambe tremolanti si torna sull'asfalto dopo 600 metri di infuocato dislivello e si ritorna a Gallio in leggera salita.


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