mercoledì 14 marzo 2018

I nostri voti al Bike Park di Lavarone

Situato a Bertoldi sulle pendici del Monte Tablat, nel cuore del comprensorio dell' Alpe Cimbra, sorge il Bike Park di Lavarone
E' stata una delle prime strutture ad adottare i più stringenti criteri di sicurezza e segnaletica. Offre l'indubbio vantaggio di essere raggiungibile con poche ore di macchina per chi viene da Sud. Inoltre l' altimetria relativamente bassa consente di trovare i battenti aperti già dal periodo pre-estivo.  




Il panorama circostante è decisamente suggestivo: un coronamento di cime da cartolina che vanno dal Finonchio e Pasubio a Sud, e più verso nord il dolomitico Becco di Filadonna, le montagne dell' Altopiano dei Sette Comuni a oriente e tanto altro ancora. 
L'ambientazione del verde altopiano di Folgaria-Lavarone è  molto suggestiva: un luogo profondamente intriso di storia dove le strade della Grande Guerra solcano verdi pascoli e boschi di secolari conifere. Il voto al contesto non può che essere un convinto  10.




Proprio durante i tanti itinerari percorsi alla ricerca dei tesori della storia ci siamo imbattuti nelle piste attrezzate del Park.
Ci ha subito colpito la pluralità di percorsi, espressa in colori indicanti il grado di difficoltà, che permette un approccio graduale dal sentiero facile a quello tecnicamente più arduo. 
Le piste sono molto ben segnalate e alle intersezioni si può decidere con calma quale via affrontare. 
Le abbiamo provate tutte e 4: 
- la blu Rum Runner per principianti non presenta particolari difficoltà ma è l'ideale per scaldarsi. Tratto boscoso nella prima parte, qualche sasso e radici in più nella seconda. Non mancano strutture in legno per approcciare qualche salto.
- la rossa Mojito presenta qualche tratto gravity ed una certa abbondanza di passaggi su radici e strutture in legno.
- la nera Pina Colada per i bikers più ardimentosi. Alterna passaggi molto impegnativi sia su fondo naturale che su strutture in legno piuttosto complesse e che richiedono momenti di studio. 
- la gialla Whezzy nata come variante più naturale della nera e alla quale si sovrappone per un breve tratto in zona centrale. E' la più guidata delle 4 con tratti flow alternati a roccioso tecnico. 




Nel complesso ci sentiamo di dire che il divertimento non è mancato anche grazie alla varietà di percorsi e al livello tecnico che è sempre stimolante. Ci è piaciuto il fatto che buona parte del BP sia ispirata alla naturalità del luogo. Meno entusiasmante è forse la parte finale che ricalca la pista da fondo: un tratto di montagna melensa che gli organizzatori hanno giustamente cercato di ravvivare con drop e passerelle artificiali.
Voto ai tracciati 8.




A livello organizzativo si respira una buona atmosfera: molta disponibilità da parte del team sotto ogni profilo. Vi sono servizi di ristorazione sia nella parte alta che in quella bassa, per le bici è presente un servizio lavaggio e noleggio con assistenza.  
Voto organizzazione 8






Nel complesso per essere una struttura di media-montagna non sfigura. Sono circa 10 km di tracciati ricavati tra bosco e piste da sci. Anche se non è tantissimo per passarci un'intera giornata è sicuramente un'opportunità "adrenalinica" per chi ha deciso di soggiornare in MTB in questi splendidi luoghi.




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